A CASA DI ROSS

A CASA DI ROSS

Non ho mai pensato il cimitero come un luogo ove deambulare per raccogliere le mie poche ma ben allegramente sparpagliate idee: essendo accordata naturalmente in modo maggiore, ho sempre preferito altri paesaggi, sentendo un vago disagio anche per tutto ciò che orbita intorno all’argomento (films inclusi). Tuttavia stamattina, giorno di commemorazione dei defunti, ho dovuto accompagnare mia madre al cimitero del Verano; entrate in auto per via della sua età e della sua difficoltà a camminare, al termine della visita non sono riuscita, come sono usa fare di solito, a fare inversione per uscire da dove eravamo entrate, dato che la carreggiata era invasa da numerose auto parcheggiate in modo che definirei variopinto nonché fantasioso. Mi sono quindi avventurata per le ignote strade del cimitero, davvero monumentale, cercando una delle tante uscite; ritrovandomi, per casuale accidente, dietro ad un funerale: là dove non ho potuto non commentare quanto azzeccato ed appropriato fosse un funerale proprio oggi. Accodata, mio malgrado, al corteo funebre, ho percorso, a passo d’uomo, i larghi viali affollati di cappelle, cipressi, lapidi, statue e tombe; e devo riconoscere di aver subìto un certo fascino (al quale penso abbia contribuito la splendida giornata di sole ed i tantissimi fiori colorati che spiccavano nelle aiuole e nei vasi), di quel luogo, di solito poco frequentato per diporto. La prossima volta che mi capiterà di andare al cimitero monumentale del Verano prolungherò la visita con una passeggiata che sicuramente troverò suggestiva; pensare che al liceo non ho amato particolarmente Pindemonte, Foscolo, James MacPherson ed i suoi Canti di Ossian, Thomas Parnell e la scuola cimiteriale in generale: chi sa, dovessi cominciare ad amarli proprio ora...
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SPAGHETTI CON COZZE E PACHINO AL PROFUMO DI MARSALA
mercoledì 2 novembre 2011