a casa di Ross

 
 
 
 
 
 

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,

ispida edificò una piccola cupola,

si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,

vicino a lui i vegetali impazziti si arricciarono,

divennero viticci,

infiorescenze commoventi rizomi;

sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,

la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,

la verza si mise a provar gonne,

l’origano a profumare il mondo,

e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero,

brunito come bomba a mano,

orgoglioso, e un bel giorno, a ranghi serrati,

in grandi canestri di vimini,

marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:

la milizia.

Nei filari mai fu così marziale come al mercato,

gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,

file compatte,

voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,

ma allora arriva Maria col suo paniere,

sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina,

l’osserva contro luce come se fosse un uovo,

lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,

con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,

entrando in cucina, lo tuffa nella pentola.

Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,

poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta

del suo cuore verde.


Ebbene si, anche l’umile carciofo è diventato oggetto di poetica... Pablo Neruda nel 1954 pubblicò “Odi elementari”, in cui soffermò il suo sguardo affettuoso sugli oggetti della nostra quotidianità, dai calzini alla cipolla. Seguendo la poesia, anche io ho fatto finire la carriera del dolce vegetale armato nella pentola d’acqua bollente, con poco aceto. Il carciofo in questo periodo è di stagione, quindi con poca spesa e poca fatica ho portato in tavola un piatto gustoso e leggero, che si può preparare in anticipo e servire a temperatura ambiente o appena scaldato. La ricetta è stata presa dall’inserto del Corriere della Sera, ricetta che ho riveduto e corretto, perché ho eliminato l’aglio, (trovo che sia troppo pesante da mangiare crudo), ed il basilico  (introvabile fresco a Gennaio), usando al suo posto il finocchietto selvatico di Sardegna, quel tanto che basta a dargli il profumo.


Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.

CUORI DI CARCIOFO MARINATI CON PINOLI, AL PROFUMO DI FINOCCHIETTO SELVATICO DI SARDEGNA

domenica 10 gennaio 2010

 
 
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