a casa di ross

a casa di ross

Mi è capitato, recentemente, di parlare di questo mio blog con alcune signore con le quali mi sono simpaticamente intrattenuta ad una mostra di pittura, e di sentirmi chiedere dove avessi il ristorante. Vai a spiegare che il ristorante... era virtuale.... mica facile... ci son riuscita al terzo tentativo. (E lo so che non devo fare tanto la sborona, un anno e mezzo fa nemmeno io sapevo cosa fosse un blog...)
E poi un’amica che, in prossimità di Natale, ha richiesto un piatto come se avessi un ristorante: “Che mi fai il risotto alla crema di scampi?” Di fronte al punto interrogativo che si è evidentemente formato sulla mia fronte, e poi al tentativo di comunicarle verbalmente il procedimento, la richiesta si era fatta più esplicita: “No, no, non me lo spiegare, non ricorderei nulla tra dieci minuti: fammelo sul blog, così vedo le foto....” Sic et simpliciter.
Poi, la settimana scorsa, ho trovato un bigliettino nella mia cassetta della posta, di una mia vicina di casa, che suonava più o meno così: “Io i cantucci li faccio in questo modo, (seguiva la ricetta): che mi dai la tua (ricetta) così la confronto con la mia?” Così non son caduta dal pero quando una cara amica mi ha chiesto, l’altro ieri, come si preparava il filetto al pepe verde: “Alla griglia? In padella? Al sangue? Quanto al sangue? E la panna?La metti per ultima?” Incalzava, per poi concludere con il sorriso felice di chi ha avuto l’illuminazione: “Ma perché non lo prepari, così vedo le foto sul blog?” Mi son messa a ridere, senza spiegare alla perplessa amica la ragione del mio divertimento, e, ovviamente, sono andata ad acquistare il filetto. In casa non si sono lamentati, di queste ordinazioni, anzi, e, se proprio devo dirla tutta, la cosa ha generato entusiasmo. E, last but not least, mi è arrivata pochi giorni fa una e-mail da una simpatica signora che conosco da tempo, nella quale mi veniva richiesto cosa stessi elucubrando per il menù pasquale, richiedendo poi espressamente un piatto umbro (che, meno male, ho già in lista).
Per tornare al filetto, i tempi di cottura ovviamente variano a seconda dei gusti personali e dell’altezza del filetto. Diciamo che una cottura al sangue richiede circa 3’ di cottura per lato, aumentando di circa un minuto i tempi di permanenza in padella se la si desidera meno al sangue, appena rosata all’interno. Io mi regolo anche guardando lo spessore del filetto, che dovrebbe essere di circa 2 centimetri. La panna ci va, sono circa 30 gr. per 4 filetti, ci si può stare, ogni tanto, e spezzo una lancia in favore della panna normale. Meglio la panna della panna vegetale, che contiene comunque grassi, e quelli idrogenati, cioè peggiori. Si può usare il brandy ma, potendo scegliere, usate il cognac, che ha un profumo davvero meraviglioso (ho usato il Rèmy Martin). Mi rendo anche conto che questo è un piatto decisamente più costoso della media, però costa sicuramente meno prepararlo in casa che non al ristorante. E poi, ogni tanto bisogna anche coccolarsi un po’, no?
E così, aspetto la prossima richiesta. A piè fermo. Ops, a zampa ferma.... e, qualora non si fosse capito, mooolto contenta di soddisfare le “comande”.
Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.
FILETTO DI MANZO AL PEPE VERDE
mercoledì 25 marzo 2009