a casa di ross

a casa di ross

La prima legge di Murphy recita, come quasi tutti sanno: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. Questa regola confermata dall’umanità nel corso dei secoli, ha il suo corollario nella prima legge di Johnson: “Se un congegno meccanico si rompe, lo farà nel peggior momento possibile.” Siccome facciamo parte anche noi dell’umanità sopra citata, indovinate quando ci si è rotta la caldaia... Ma, ovviamente, nei giorni più freddi di Dicembre, sotto le festività natalizie. Dopo aver atteso invano per 12 giorni l’arrivo di un tecnico prima e del pezzo di ricambio poi, abbiamo optato per il cambio della caldaia. Oggi sono arrivati i tecnici con un piano di lavoro che prevede, in poche ore, (loro dicono) l’installazione della caldaia nuova con l’installazione anche dei tubi per portare acqua calda ai bagni ed in cucina. Però, come recita la formula di Westheimer: “Per stimare i tempi di un qualsiasi lavoro, prendere il tempo che si di dovrebbe mettere, moltiplicare per 2, e cambiare l’unità di misura con quella immediatamente superiore”, per un lavoro che dovrebbe prendere un’ora bisogna dunque calcolare 2 giorni. Siccome il tempo preventivato è di due mattine di lavoro, se Westheimer ha ragione forse per Natale avremo la casa riscaldata e con l’acqua calda. Intanto i due operai hanno preso allegramente a mazzate ed a trapanate i muri per bucare ed installare, facendo piovere acqua in cucina e riempiendo di calcinacci mezza casa, che è al gelo ormai da dodici giorni, e visto il maltempo ci vorranno giorni prima di riportare la casa ad una temperatura decente. By the way, questa è un piatto fantastico. Adoro il roast beef, che trovo un piatto raffinato ed elegante, adatto alle tavole estive e, con questa salsa profumata, adatto anche alla tavola festiva invernale e natalizia. Quindi quando Alessandra Raravis del blog menuturistico l’ha proposta, l’ho copiata al volo e preparata. Alessandra ha preso la ricetta da un vecchio numero di “A tavola”, rivedendola, ed io, a mia volta, ho riveduto e corretto quella proposta da Alessandra, cominciando dal cambiare un tipo di pepe (ho usato quello bianco al posto del pepe verde da lei indicato), eliminando definitivamente il burro (ho usato poco olio extra vergine d’oliva), aumentando, sia pure di poco, i tempi di cottura indicati, levando lo zucchero e diminuendo anche la farina dell’impasto. Il roast beef così ottenuto si presenta con una bella crosticina dorata e profumata di pepe variamente colorato. Consiglio di non tritare con il mixer o di macinare il pepe, ma di pestarlo nel mortaio in modo da ottenere una scenografica polvere colorata. Per quello che riguarda la salsa ho eliminato il brodo, ed ho scelto un rosso che trovo spettacolare, il Capocaccia “Isola dei Nuraghi” 2006 della Sella e Mosca, azienda vinicola (fondata nel 1899) a cui sono profondamente affezionata, visto che l’ho persino visitata a metà degli anni ’60, quando mio padre era direttore di un grande albergo di Sassari. L’eccellenza della salsa dipende of course dall’eccellenza del vino, ed ho scelto il Capocaccia, perché, secondo me, è perfetto per questa salsa, perché è un vino limpido, di uno splendido rosso granato e consistente, prodotto da uve di Sangiovese e Carignano, che resta comunque delicato. Al gusto è secco, caldo, morbido, tannico al punto giusto, un vino di corpo quindi, ma non troppo, con un retrogusto appena speziato, armonico e piacevole. Il sito della Sella e Mosca consiglia di consumarlo entro due anni però, ho potuto constatare come il vino si possa considerare maturo e non ancora in fase “calante”. Un roast beef molto bello da portare in tavola, adatto alla tavola natalizia e delle feste, contornata dalla salsa lussuosa e profumata. Di solito il roast beef lo preparo in pentola a pressione, però in questo caso non si può, proprio perché perderebbe il pepe in crosta, visto che nella pentola a pressione bisognerebbe usare dei liquidi che però non permetterebbero il formarsi della famosa crosticina. Per accedere alla pagina d’archivio con la ricetta e le foto della preparazione del roast beef classico, preparato con la pentola a pressione, quindi senza la crosta ai tre pepi, posso segnalare di cliccare qui.
Si può quindi anche suggerire di preparare il roast beef classico accompagnato comunque dalla salsa al Capocaccia.
Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione del roast beef con la salsa al Capocaccia.
ROAST BEEF IN CROSTA DI TRE PEPI CON SALSA AL CAPOCACCIA
lunedì 14 dicembre 2009