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      <title>FAGOTTINI DI VERZA RIPIENI DI CARNE PROFUMATA ALLO ZENZERO CON SALSA DI YOGURT E SENAPE</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 21:43:17 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/10_FAGOTTINI_DI_VERZA_RIPIENI_DI_CARNE_PROFUMATA_ALLO_ZENZERO_CON_SALSA_DI_YOGURT_E_SENAPE_files/DSCN2881_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Altro che raffreddore... malgrado il rimedio suggerito da Joannes Carolus, ho il naso gonfio come una patata, e rosso pomodoro, la gola infiammata, gli occhi che lacrimano e dozzine di fazzoletti di carta accartocciati sparsi equamente tra la borsa e le tasche. Tutte le tasche possibili. Non sapevo di avere così tante tasche. Credo che troverò fazzoletti accartocciati per i prossimi cinque anni, in giro per casa, nella borsa, in auto, nelle tasche del piumino, del pigiama, dei pantaloni, della vestaglia, ovunque, finanche sotto al cuscino. Le mie compagne di corso mi hanno sopportato e supportato pazientemente, oggi, Letizia mi ha regalato le caramelle balsamiche per la gola, che tanto mi hanno aiutato a sopravvivere. Un vero strazio: non sento sapori nè odori, e del buon pranzo consumato al wine bar del Gambero non ho ricordi se non visivi, che peccato, mentre il naso gocciola, irrimediabilmente. Insomma, alla fine mi son decisa a bussare alla porta del nostro medico di famiglia, domani saprò se la cura ha recato giovamento. Intanto vi passo un esperimento effettuato spericolatamente, (ma come si sa noi siamo degli spericolati) perché ho sposato lo zenzero alla carne e poi ho servito il piatto con una salsa alla senape inglese forte, senape che a casa nostra si consuma alla grande. Davvero forte: sì che l’ho sentita, nel naso e nella gola, che mi ha “sturato”, sia pure per pochi minuti, il naso... Quasi quasi vado a dare un’altra sniffatina alla senape. E se avessi inventato la cura per il raffreddore? Potrei vincere il Premio Nobel? &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>STRUDEL DI PROSCIUTTO, FUNGHI E VERDURE CON PINOLI</title>
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      <pubDate>Tue, 9 Mar 2010 14:01:24 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/9_STRUDEL_DI_PROSCIUTTO,_FUNGHI_E_VERDURE_CON_PINOLI_files/DSCN2989.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;E’ incredibile quante cure per il raffreddore ci siano, a questo mondo, tante quante i miliardi di persone che ci vivono. Il raffreddore non è occultabile. Basta aprire bocca e quasi sempre segue il commento: “Ah, hai il raffreddore...”, seguito poi, quasi sempre immancabilmente, da: “Mia nonna lo curava mettendo la polentina di semi di lino.” Oppure: “Fai inalazioni di semi di senape.”Oppure:”Hai mai provato a bere una tisana di semi di... “ e via dicendo, con una sfilza di rimedi infallibili ed efficacissimi che a sopravviverci, si guarisce. E così preferisco tenermi il raffreddore, tanto entro qualche giorno passa. Per consolarmi dello sgocciolare continuo ho preparato lo strudel di prosciutto, funghi e verdure, che si può modificare e variare pressochè all’infinito: usando prosciutto cotto o speck anziché il crudo, usando altro tipo di radicchio, o carote e porri al posto delle zucchine, usando dei porcini secchi rinvenuti al posto degli champignon eccetera eccetera eccetera.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SORPRESE IN BRODO DI SCAMPI</title>
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      <pubDate>Mon, 8 Mar 2010 22:43:16 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/8_SORPRESE_IN_BRODO_DI_SCAMPI_files/DSCN1718_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Le sorprese sono plurime: la prima è quella che ho trovato nel freezer, cioè quattro scampi; l’altra, quella alla quale il titolo si riferisce, è il nome della pastina all’uovo. La terza sorpresa può riferirsi a me, che son stata capace di tirar fuori questo piattino come un coniglio dal cilindro, e la quarta alla vostra, che non pensavate che io potessi ideare ciò. Gli scampi erano troppo pochi (avanzati dal risotto preparato il 31 Gennaio) per farci un altro risotto od una pasta, mentre una minestrina del genere è diventata fonte di conforto per Joannes Carolus, in una sera invernale e fredda come questa, minestrina fatta proprio con poco: quattro scampi avanzati, una carota, una cipolla e poco sedano, un po’ di brodo, qualche cucchiaio di sugo di pomodoro e dell’olio extra vergine d’oliva. Proprio vero che il mondo è pieno di sorprese...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>RISOTTO CON LE MAZZANCOLLE AL PROFUMO DI COGNAC E PEPE ROSA</title>
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      <pubDate>Sun, 7 Mar 2010 18:51:14 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/7_RISOTTO_CON_LE_MAZZANCOLLE_AL_PROFUMO_DI_COGNAC_E_PEPE_ROSA_files/DSCN1186.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object003_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ah, la domenica... un giorno speciale. Stamattina, seduti al tavolino della nostra pasticceria a goderci la colazione, il pensiero è andato alle domeniche passate, quando ero ragazzina. Andavo a Messa con i miei genitori, poi, dopo le chiacchiere scambiate con gli altri parrocchiani sul sagrato, si andava in pasticceria per un altro rito importante: acquistare il vassoio delle pastarelle. Era bello indugiare davanti al bancone di vetro della pasticceria, riempirsi gli occhi della bellezza delle paste, godersi il loro profumo, scegliere le paste una ad una, seguito dall’immancabile scambio di saluti con i vicini di casa, per poi tornare a casa reggendo con precauzione il prezioso pacchetto, esibito quasi. Era bello entrare a casa dei nonni recando in trionfo il pacchetto infiocchettato, e le bottiglie di vino. Era bello aprire rumorosamente il pacchetto in tavola, alla fine del pasto, tra le risate e la gioia di tutti, e spesso a me toccava anche portare il vassoio con il caffè fumante e profumato. Erano pranzi che duravano molto più tempo del solito, dove si allungavano le gambe sotto al tavolo e c’erano tempi più dilatati, più rilassati, proprio per rifarsi della settimana di pranzi frettolosi, ritmi faticosi, di impegni di  lavoro. Tempi in cui sin dal mattino si pregustava la gioia di stare insieme, di dedicarsi alla lettura del giornale ed alla preparazione del pranzo, un po’ più elaborato del solito. Son passati gli anni, però mi piace vedere come ancora molte persone, appena uscite dalla Messa, si lancino gioiosamente dentro la pasticceria, per uscirne con pacchettini golosi da portare a casa per il pranzo del dì di festa. E per il pranzo del dì di festa oggi ho preparato un risottino delicato e gustoso, con le mazzancolle ed il pepe rosa, colorato e festoso. Come è giusto che sia. Altrimenti che pranzo del dì di festa sarebbe?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccate sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto passo passo della preparazione.</description>
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      <title>LEZIONE DI CIOCCOLATO ALLA PERUGINA: PRALINA ALL'ARANCIA E GRAND MARNIER</title>
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      <pubDate>Sat, 6 Mar 2010 17:48:38 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/6_LEZIONE_DI_CIOCCOLATO_ALLA_PERUGINA__PRALINA_ALLARANCIA_E_GRAND_MARNIER_files/SSC_0067.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_6.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Bella, bellissima come sempre, la lezione; per me è sempre una festa, entrare gioiosamente nella sala profumata di cioccolato e vaniglia, salutare la signora Anna ed il maestro cioccolatiere Max Guidubaldi, curiosare per il negozio, rivedere il museo del cioccolato. Abbiamo creato e decorato i nostri cioccolatini personali, perché ognuno ha scelto la propria ganache e le decorazioni, che hanno fatto di ogni cioccolatino un pezzo unico. Io ho scelto di prepararli con una ganache all’arancia candita ed al Grand Marnier, perché amo questo liquore e amo l’arancia. Mi son pentita di non aver aggiunto un pizzico di cannella, che sposava bene, ma sicuramente l’aggiungerò la prossima volta che farò le praline a casa. Sto attaccando la “Peruginite” un po’ a tutte le mie amiche... questa volta ho portato una mia amica, che si è divertita tantissimo e che ritornerà. Che la Perugina dunque si prepari...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta della pralina e le foto della lezione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>BISCOTTI PETIT BEURRE</title>
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      <pubDate>Fri, 5 Mar 2010 19:21:34 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/5_BISCOTTI_PETIT_BEURRE_files/DSCN1801-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Non so se succeda in altre grandi città, ma quando piove, a Roma tutti, ma proprio tutti, prendono l’auto; aggiungete che oggi è pure venerdì e molti partono per il fine settimana, il che ha reso la cosa veramente e mostruosamente infernale. E pensare che stamattina era una sì bella giornata, tanto che ho fatto una bella camminata piacevolissima, con un paio di mie compagne di corso, dalla stazione della metropolitana alla sede del Gambero Rosso. Dopo pranzo c’è stato un repentino cambio metereologico, ha cominciato a fare un freddo, ma un freddo, ed ha cominciato a piovere. Come vuole la legge di Murphy, avevo lasciato l’ombrello a casa, così Joannes Carolus è venuto a prendermi in auto, però poi ci siamo “impantanati” nel serpentone ininterrotto di auto in coda unica: per fare otto chilometri abbiamo impiegato 45 minuti. Arrivata a casa, infreddolita e umidiccia, mi son fatta un tè bollente ed un paio di questi fragranti biscottini tutto burro, che io adoro. Si, lo so, si chiamano petit beurre, ma il burro è davvero molto poco petit, anzi, è preponderante, tanto da richiedere una temperatura di cottura minima, quasi quanto quella delle meringhe, ed un tempo minimo, perché altrimenti lo zucchero brucia ed il burro si scioglie. Quindi occhio al forno, presidiatelo costantemente e sfornate immediatamente se vedete che i biscotti si sciolgono, oppure abbassate ulteriormente la temperatura del forno. Io ho cotto a circa 100° ventilato, ma ognuno conosce i propri forni... La ricetta è di Minnie ’67 del forum di Cookaround, corretta solo per la temperatura: lei indicava 150°, io ho dovuto abbassarla.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccate sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>PIROTTINI DI CIOCCOLATO FONDENTE CON MOUSSE AL GIANDUIA E NOCCIOLE</title>
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      <pubDate>Thu, 4 Mar 2010 14:05:30 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/4_PIROTTINI_DI_CIOCCOLATO_FONDENTE_CON_MOUSSE_AL_GIANDUIA_E_NOCCIOLE_files/DSCN8979.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_36.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Mai che avanzi qualcosa, in questa casa: specialmente quando gli avanzi riguardano cosette quali cioccolato, nocciole e dintorni; l’addetto a si tanta difficile incombenza nonché ingrato lavoro, in genere, come avrete potuto immaginare, è Joannes Carolus. Dopo avergli preparato la torta per il compleanno, però, sono riuscita a nascondere il cioccolato gianduia e le nocciole avanzate, il che mi ha dato il destro per ideare i pirottini gioiosi e golosi, questa volta per festeggiare il compleanno di Antonio Vivaldi, ma anche per gratificarci un po’, visto che siamo quasi alla fine di una settimana di lavoro e di studio. Dopo di ciò, nuntio vobis, gaudium magnum, che in casa non ci sono più nocciole e cioccolato gianduia: potete andare tranquilli... &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>FLAN DI CAROTE CON SALSA AL SEDANO RAPA</title>
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      <pubDate>Wed, 3 Mar 2010 19:07:54 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/3_FLAN_DI_CAROTE_CON_SALSA_AL_SEDANO_RAPA_files/DSCN3182_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Avrete sicuramente fatto caso che, quando ci si porta un ombrello appresso, di solito non piove; mentre diluvia se lo si è dimenticato a casa (legge di Murphy). Siccome oggi minacciava pioggia a catinelle, l’ho diligentemente infilato in borsa, (anche perché si rivela prezioso quando la legge di Murphy fa cilecca, evita di tornare a casa bagnati fradici). Se poi aggiungete che nella citata borsa ci ho ammucchiato ordinatamente: l’agenda (non posso vivere senza), la bottiglietta dell’acqua (imprescindibile), il portafoglio (vitale), le chiavi di casa (indispensabili), il telefonino (necessario), una mela (utilissima in caso di attacco di fame), i guanti e la sciarpa (preziosi in una giornata come questa), fazzolettini di carta ed altre varie frivolezze (sempre abbondanti nella borsa di qualsiasi essere femminile), tre penne (meglio abbondare), bloc notes (per prendere appunti durante le lezioni), la dispensa del Gambero Rosso (per seguire le lezioni di questa settimana), la macchina fotografica, ormai mia appendice (con batteria di riserva al seguito non si sa mai) più il peso della borsa stessa... insomma, la mia borsa pesava tre chili e mezzo. Ma non basta: ci ho aggiunto finanche il libro che sto rileggendo (Piero della Francesca, favole in cucina: ricette, racconti e segreti della terra di Piero, editore Skira, &lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_casa_di_Ross/Blog/Voci/2008/12/19_BIBLIOTECA_GASTRONOMICA_E_NON.html&quot;&gt;cliccando qui&lt;/a&gt; accederete alla pagina con la segnalazione che ho fatto) per il viaggio in metropolitana. E siccome il rio destino ci mette sempre lo zampone, proprio oggi al Gambero Rosso ci hanno consegnato il manuale di pasticceria professionale, strumento indispensabile di studio e lavoro, che pesa la bellezza di un chilo e 730 grammi... E siccome l’autobus non è passato, oltre alla passeggiata, antelucana, con Taddeo mi sono fatta circa due chilometri e mezzo all’andata ed altrettanti al ritorno: oh, quanto ho desiderato un essere maschile, non uno qualunque, ma un Maciste, a farmi da portaborsa... Insomma, stasera ha fatto il suo rientro a casa uno straccio di donna con le braccia più lunghe di almeno un centimetro: e se continuerà così, tra un mese strascicherò le braccia per terra... Già, la borsa... tante volte Joannes Carolus ha filosoficamente osservato che la mia non è una borsetta normale da signora, ma la valigia di Mary Poppins; e chiedendosi, ovviamente metaforicamente, che cosa mai, acciderba, ci mettessi dentro per farla pesare così tanto... Ma, poffarbacco, l’essenziale, nooo? Mutatis mutandis, nel flan ci ho messo le carote, per farlo così buono, anche se mi è balenata l’idea di poterlo preparare con la zucca. La salsa al sedano rapa è davvero deliziosa, e sposa benissimo, così profumata e delicata, alle carote. Consiglio di preparare la salsa in precedenza, in modo da servire il flan appena sfornato, come se fosse un soufflèe, perché un poco si “ammoscia”. Io l’ho servito sformato, però si può presentare benissimo nelle cocottine. Il flan, per chi non lo sapesse, è uno sformato a base di uova sbattute, cotto in forno, e si possono chiamare flan anche i dolci a base di pasta frolla, farciti con creme; però in Francia e Spagna “flan” è sinonimo di crème caramel. La ricetta l’ho presa dall’inserto del Corriere della Sera, e l’ho leggermente modificata per quanto riguarda il peso delle carote e del parmigiano reggiano grattugiato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SCALOPPINE CON CARCIOFI</title>
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      <pubDate>Tue, 2 Mar 2010 14:31:45 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/2_SCALOPPINE_CON_CARCIOFI_files/DSCN2311_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_6.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Mi piacciono le scaloppine, si sa... e mi piacciono anche i carciofi, ed anche questo è risaputo. Quindi, sommando le scaloppine ai carciofi... si ottengono le scaloppine con i carciofi. Non sarà matematica pura, (è cosa risaputa che la matematica ed io ci azzecchiamo poco), però funziona, funziona... &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>RISOTTO CON PORRI E RADICCHIO ROSSO</title>
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      <pubDate>Mon, 1 Mar 2010 20:37:12 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/3/1_RISOTTO_CON_PORRI_E_RADICCHIO_ROSSO_files/DSCN3039.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_6.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Per me non è un lunedì come tanti altri, perché oggi ho iniziato il corso professionale da pasticciere: con grande emozione ho ricevuto la giacca bianca con il logo del Gambero Rosso ricamato sulla manica, gli eleganti pantaloni, la parannanza e la bandana con lo strofinaccio, dalle mani della responsabile della Scuola: i miei compagni di corso mi hanno visto saltare di gioia come una molla, nel rigirare tra le mani, con emozione, quella che considero la mia divisa d’ordinanza, che dovrò tenere sempre pulita e stirata, come un disciplinato soldatino. Sono grata e felice per l’affetto, la stima e l’incoraggiamento che mi sono stati dati da amici, amiche, vicini di casa e persone care, il tifo che stanno, state facendo per me, e da tutto l’aiuto possibile che sto ricevendo da Joannes Carolus e non solo. Intanto beccatevi ‘sto risotto, delicato e profumato, che vi propongo in questo lunedì invernale, ma tanto, tanto, tanto primaverile per me...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccate sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>VISITA AD AREZZO</title>
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      <pubDate>Sun, 28 Feb 2010 21:18:22 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/28_VISITA_AD_AREZZO_files/SSC_0210.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object003_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Anche stamattina ci siamo alzati presto, per poter arrivare ad Arezzo in mattinata. Siamo stati qui diverse volte, ma noi non si perde occasione per tornare nell’amata terra toscana: questa è la terra di Piero, come familiarmente lo chiamiamo noi, amanti di Piero della Francesca e della  pittura rinascimentale. E di Piero e di Vasari è piena Arezzo, bella città posta tra le vallate del Casentino, del Valdarno, della Val di Chiana e della Val Tiberina. Ma è anche la città che ha dato i natali ad un monaco che ha “inventato” la notazione musicale, ciò che ha permesso di tramandare la musica, Guido d’Arezzo; e nel suo nome, l’ultima settimana d’Agosto si svolge un concorso corale polifonico internazionale; ma non solo: Arezzo ospita anche, ogni anno, un festival di musica rock, al quale sono stati invitati artisti come Joan Baez, Goran Bregovich, Patty Smith, Peter Brook, Peter Gabriel e molti altri. Nelle belle strade e piazze di Arezzo sono state anche alcune scene dei films “Il ciclone”, “La vita è bella”, “Una sera d’Ottobre”. Dopo aver visitato l’anfiteatro romano e fatto una passeggiata per il centro, siamo andati a mangiare in un ristorante molto carino, intimo ed accogliente, dove abbiamo trovato molto buono il servizio, ottimo il rapporto qualità prezzo, e ci siamo trovati a nostro agio. Il ristorante é “Ciò che piace”, situato in Via S. Lorentino 12, (tel: 0575 - 37.12.87 e 339 - 87.45.676; chiuso il lunedì ed il martedì a pranzo), a pochi passi dal Museo Medievale, la Casa del Vasari e la Chiesa della S.S. Annunziata. Il soffitto, con i mattoni e le travi in legno, rende calore ed intimità alle sale, così come il colore arancio, predominante del tovagliato, colore che io amo, che dona calore. Ottimi gli affettati ed i pecorini, freschissima l’insalata e le verdure grigliate, decisamente degni di plauso i cappelli del prete alla zucca con scaglie di fossa ed olio “nostro”. Già, l’olio... Confesso che ne abbiamo versato parecchio, sulle fette di pane fragrante e caldo... una vera delizia dorata. Per me è una delle cose più buone, pane ed olio... Ligi al detto “Post prandium, deambulare”, abbiamo quindi camminato per le belle strade di Arezzo, gustato il caffè in uno splendido locale storico, il “Caffè dei Costanti”,  curiosando tra i ricchi negozi di gastronomia, aperti per la maggior parte, visitando le chiese, ricche di tesori artistici. Per me, amante del Rinascimento, Arezzo è uno scrigno di tesori preziosi: meravigliosi gli affreschi di Piero nella Chiesa di San Francesco, splendido il crocifisso ligneo di Cimabue, incantevole la romanica chiesa di S. Maria della Pieve, bellissima la raccolta ed intima chiesa romanica di San Domenico. A noi comunque piace tutta la città, molto a misura d’uomo, dove si può passeggiare con tranquillità, tra bei negozi, caffè storici, botteghe, gastronomie ricche, bei palazzi e piazze interessanti. Torneremo, torneremo ancora ed ancora, a lustrarci gli occhi, lo spirito, il cuore, e, perché no, anche lo stomaco...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le foto della giornata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>PETIT SABLEE CON LAMPONI E SALSA ALLA VANIGLIA</title>
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      <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 11:35:10 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/27_PETIT_SABLEE_CON_LAMPONI_E_SALSA_ALLA_VANIGLIA_files/DSCN3136.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object005_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Oggi ha fatto decisamente caldo. Per quasi tutta la giornata ho tenuto la finestra aperta, ed indossato la maglietta a maniche corte: se fa così caldo già a fine febbraio, che sarà tra un paio di mesi? Mentre intrattenevo siffatti oziosi pensieri, ho sfornato alcuni deliziosi sablèe, che ho decorato con salsa alla vaniglia, sempre gradita da queste parti, e dei lamponi. Naturalmente le variazioni sono possibili e finanche auspicabili: crema pasticciera, oppure salsa inglese al profumo di cannella; e, come frutta, suggerirei fragoline di bosco, more, o del ribes rosso. La ricetta, presa dall’inserto del Corriere della Sera e modificata in più punti compresi i tempi di cottura, è dosata per 8 piccoli stampi con il foro centrale, da savarin. Siccome non li avevo, ho usato delle cocottine più grandi, quelle che uso per la crème caramel, a cui poi ho praticato un piccolo foro centrale; ragion per cui darò la ricetta ed i tempi di cottura sia per gli stampini da savarin che per le cocottine: of course, va da sé che per sablèe più piccoli e con parte dell’impasto mancante per via del foro centrale, i tempi di cottura saran più brevi. Così come va da sé, che io abbia biecamente usato Joannes Carolus come cavia, (ehm, qualcosa ho sbocconcellato anche io) ed avendo avuto il suo nihil obstat, nonché il suo plauso, ho potuto portarlo tranquillamente a casa di amici per il post prandium. E, dopo aver ottenuto anche il gradimento degli ospiti, posso rassicurare sul fatto che è un delizioso dessert al cucchiaio. Si possono servire sia nella cocottina che sformati e nel piatto, a piacer vostro. Un ultimo avvertimento, doveroso: è un dessert che può creare pericolose dipendenze....&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>CAVOLO ROSSO IN INSALATA CON SALSA ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA, UVETTA E NOCI</title>
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      <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:35:33 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/26_CAVOLO_ROSSO_IN_INSALATA_CON_SALSA_ALLACETO_BALSAMICO_DI_MODENA,_UVETTA_E_NOCI_files/DSCN3166.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Un’insalata del cavolo, verrebbe da dire, per fare dello spirito...  E’ un bel contorno, non solo in virtù del fatto che il cavolo è bello, di uno splendido rosso violaceo; ma anche buono, perché la salsina, profumata e ambrata, sposa benissimo al sapore delicatamente amarognolo del cavolo rosso, e poi c’è il connubio tra le noci e l’uvetta, che riprende proprio il contrasto tra il cavolo e la salsina con l’aceto tradizionale balsamico di Modena. L’unico inconveniente è che il cavolo tinge: persino tenendolo in mano da crudo ci si ritrova con le dita viola... per cui vi consiglio di usare i guanti per proteggervi le mani, per sfogliarlo e per tagliarlo, da cotto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La ricetta è stata presa dall’inserto del Corriere della Sera.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SPEZZATINO ALLA CREMA DI CIPOLLE E RADICCHIO CON PINOLI</title>
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      <pubDate>Thu, 25 Feb 2010 15:57:39 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/25_SPEZZATINO_ALLA_CREMA_DI_CIPOLLE_E_RADICCHIO_CON_PINOLI_files/DSCN3210_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Beh, dopo la serata di ieri presentare uno spezzatino è davvero passare dalle stelle... alle stalle... però... bisogna pur mangiare. Sarebbe bello viver, come Tosca, d’arte e d’amore, il che porterebbe notevoli vantaggi economici, visti i prezzi dei generi alimentari... però proprio noi non ce la si fa: abbiamo dato il benvenuto allo spezzatino, molto saporito e gustoso. L’ho preparato con il pollo, ma si può usare la carne di maiale o di agnello; e, come variante, posso suggerire l’impiego di porri al posto della cipolla, per un sapore meno incisivo e più delicato: sarà che a me il porro piace, e di molto...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione. </description>
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      <title>POLLINI, CHOPIN</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:11:54 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/24_POLLINI,_CHOPIN_files/SSC_0055.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_36.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Stasera concertone, di quelli imperdibili, che è costato ore di fila a Joannes Carolus, visto che i biglietti, messi in vendita un mese fa al mattino, sono andati esauriti in poche ore. Sono dieci anni che non ascolto Chopin eseguito dal vivo da Pollini; era esattamente il Giugno del 2000, quando, insieme a Joannes Carolus e mio padre, grande appassionato di Chopin, siamo stati all’Auditorium di Via della Conciliazione, dove Pollini dedicò metà del suo programma al grande compositore polacco alla presenza del Presidente Ciampi, con tanto di corazzieri in alta uniforme: così come stasera era presente il presidente Napolitano con la signora Clio (senza corazzieri). Questa volta tutto il programma è stato dedicato a Chopin, perché il prossimo 1° Marzo si festeggia il bicentenario della sua nascita: e, chi può, ha in programma finanche il pellegrinaggio a Varsavia. Non poteva quindi mancare l’omaggio di Maurizio Pollini (che è stato consacrato proprio dalla sua vittoria al premio Chopin) al grande compositore, omaggio che comincia alla grande, con l’integrale dei 24 Preludi op.28. Di solito, il Preludio (lo dice la parola), è una composizione che ne introduce un’altra, più complessa ed articolata: ma Chopin (ed in seguito anche Debussy), ha trasformato il preludio in una composizione a sé stante. I 24 Preludi, (scritti tra il 1835 ed il 1839 a Valdemosse, nell’isola di Maiorca, dove Chopin si era rifugiato con la sua compagna George Sand per tentare di curare la tubercolosi che lo porterà alla morte nel 1849, a soli 39 anni), sono pezzi di brevità a volte anche fulminea, lunghi da appena 12 a non più di 90 battute, cui il direttore d'orchestra Hans von Bülow, diede dei titoli (“Presentimento di morte”, “Sei come un fiore”, “Il danzatore polacco”, “Il duello”, “Paura”, “Suicidio”, “Marcia funebre”, “La tempesta”, etc.) dei quali &amp;quot;La goccia&amp;quot;, dato al n.15 per via dell'ostinata nota ribattuta per tutta la durata del brano, è entrato immediatamente e durevolmente nel favore popolare. La raccolta fu poi pubblicata nel 1839, al rientro nella capitale francese, pubblicazione che provocò molto scalpore nell'ambiente musicale dell'epoca, perché Chopin infranse le regole classiche, dando breve durata ai Preludi e mancando quindi di dar loro una struttura evidente. A partire dall'inizio del ventesimo secolo, comunque, i Preludi di Chopin sono diventati un vero must per i pianisti, come dimostra la lunga serie di registrazioni dell'opera a partire dal 1926, con l'incisione di Cortot. I Preludi di Chopin furono spesso, nel corso degli anni e dei secoli a venire, indicati come &amp;quot;degni successori&amp;quot; dei 24 Preludi per il clavicembalo per temperato di Bach, anch'essi composti in modo da averne uno per ogni chiave (la differenza sostanziale, tuttavia, vede l'opera di Bach strutturata in 24 preludi e ventiquattro fughe, mentre Chopin non offre una prosecuzione ai suoi preludi dell'opera 28). Ed ecco i 24 Preludi con le tonalità, che hanno una loro logica: alla tonalità maggiore segue il preludio con la sua relativa tonalità minore (per esempio, al preludio in do maggiore segue il preludio in la minore, che è, appunto, la tonalità relativa minore al do maggiore):&lt;br/&gt;	1.	Do maggiore  - (Agitato)&lt;br/&gt;	2.	La minore - (Lento)&lt;br/&gt;	3.	Sol maggiore - (Vivace)&lt;br/&gt;	4.	Mi minore - (Largo)&lt;br/&gt;	5.	Re maggiore - (Allegro Molto)&lt;br/&gt;	6.	Si minore - (Lento Assai)&lt;br/&gt;	7.	La maggiore - (Andantino)&lt;br/&gt;	8.	Fa diesis minore - (Molto Agitato)&lt;br/&gt;	9.	Mi maggiore - (Largo)&lt;br/&gt;	10.	Do diesis minore - (Allegro Molto)&lt;br/&gt;	11.	Si maggiore - (Vivace)&lt;br/&gt;	12.	Sol diesis minore - (Presto)&lt;br/&gt;	13.	Fa diesis maggiore - (Lento)&lt;br/&gt;	14.	Mi bemolle minore - (Allegro)&lt;br/&gt;	15.	Re bemolle maggiore - (Sostenuto)&lt;br/&gt;	16.	Si bemolle minore - (Presto, con fuoco)&lt;br/&gt;	17.	La bemolle maggiore -  (Allegretto)&lt;br/&gt;	18.	Fa minore - (Allegro Molto)&lt;br/&gt;	19.	Mi bemolle maggiore - (Vivace)&lt;br/&gt;	20.	Do minore - (Largo)&lt;br/&gt;	21.	Si bemolle maggiore - (Cantabile)&lt;br/&gt;	22.	Sol minore - (Molto Agitato)&lt;br/&gt;	23.	Fa maggiore - (Moderato)&lt;br/&gt;	1.	Re minore - (Allegro Appassionato)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pollini ha offerto anche un’esecuzione di due dei 21 Notturni, considerati tra i più belli di tutta la musica per pianoforte, e la ballata n.1 (delle 4 composte) in sol minore, molto apprezzata da Schumann, scritta durante il primo soggiorno parigino di Chopin.&lt;br/&gt;Le varie sezioni del brano sono tecnicamente impegnative, e la sua complessa struttura combina alcune idee delle forme della sonata e della variazione. A titolo di curiosità, questa ballata è stata inserita nella colonna sonora del film “Il pianista”, del regista polacco  Janusz Olejniczak. In posizione ottimale, alle spalle ed alla sinistra del Maestro, ho potuto seguire attentamente i movimenti delle mani, al punto in cui, a furia di sporgermi oltre la balaustra, ho rischiato di cadere di sotto, con macchina fotografica, programma e borsetta. Il Maestro Pollini ha chiuso il concerto trionfalmente, con il Notturno op.27 n.2, scritto da Chopin tra il 1834 ed il ’35; notturno strutturato in tre parti, non secondo la consueta sequenza A-B-A, ma con la periodica riproposizione del tema iniziale, ispiratore, di volta in volta, di nuovi episodi, come un’unica melodia che generi incessantemente se stessa, con piccole scale di congiungimento da un punto all'altro, piccoli trilli, mordenti, acciaccature, gruppetti, discese di quarte e quinte spezzate, appoggiature inferiori e superiori, il tutto confezionato con grande eleganza. La coda è una delle più belle e raffinate scritte da Chopin: come  caduta di perle, precipitano dolcemente piccoli intervalli di quinta, prima che l'andamento cullante del basso assorba anche il cantabile. Dopo i bis, graditissimi, concessi e seguiti da ovazioni, il presidente Napolitano si è avvicinato al palcoscenico per salutare il Maestro: la sala è esplosa in una rumorosa standing ovation ed il concerto è terminato. Con la musica ancora nel cuore, siamo scesi a visitare la mostra dedicata al poeta del pianoforte, organizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma: per la prima volta in Italia sono esposti al pubblico manoscritti autografi di Chopin con partiture e documenti provenienti dal museo Chopin di Varsavia. Una mostra interessante, che resterà aperta nel Museo degli strumenti musicali sino all’8 Marzo, con ingresso libero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le foto del concerto, della visita al museo e della serata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; </description>
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      <title>MAFALDE CON PORCINI E CARCIOFI</title>
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      <pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:09:31 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/23_MAFALDE_CON_PORCINI_E_CARCIOFI_files/DSCN0540.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_37.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Avete presente quando si rovista in freezer oppure in dispensa, alla ricerca di qualche ingrediente? Quando non si trova ciò che si pensava di avere, e poi si trova di tutto, tranne ciò che serve? Ecco, è esattamente quello che è successo a me oggi: ho ciccato lo stoccaggio della cambusa; ed allora non mi è restato che mettere in funzione le poche celluline grigie che mi rimangono, ed inventare su due piedi, sulla base di ciò che ho trovato giacente sul fondo del freezer e del frigorifero. In questo caso una manciata di porcini surgelati e due carciofi, muti e solinghi, che mi son serviti per portare in tavola un primo piatto buonissimo...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>GIRANDOLE DI SFOGLIA AL PROSCIUTTO</title>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:37:17 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/22_GIRANDOLE_DI_SFOGLIA_AL_PROSCIUTTO_files/DSCN2569.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object004_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Semplicissime, ma golose, le ho servite ieri ai nostri ospiti e sono andate a ruba in pochi minuti. Le ho preparate usando il prosciutto cotto, ma si può usare la bresaola, la lonza, il crudo, il prosciutto affumicato, il petto di tacchino... e chi lo desidera potrebbe decorarle con i semini di papavero o di sesamo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>TORTA DI COMPLEANNO PER JOANNES CAROLUS (CIOCCOLATO GIANDUIA E NOCCIOLE)</title>
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      <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 22:17:48 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/21_TORTA_DI_COMPLEANNO_PER_JOANNES_CAROLUS_%28CIOCCOLATO_GIANDUIA_E_NOCCIOLE%29_files/DSCN2526.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Una torta di compleanno degna di questo nome, per il compleanno di Joannes Carolus, festeggiato con cinque giorni di ritardo. Ho ideato una torta gianduia, fatta cioè con il cioccolato gianduia e tante nocciole. La torta non è difficile, è solo un po’ noioso sgusciare le nocciole e poi tagliare con il coltello il cioccolato e le nocciole, sino ad ottenere una polvere. Chi ha fretta può usare il mixer, però le lame scaldano il cioccolato e le nocciole, e lo sconsiglio. Munirsi di pazienza, dunque, e calcolare almeno un’ora di preparazione solo per tritare il cioccolato e le nocciole, ma sarete ripagati da una torta mostruosamente golosa. Non ho bagnato di liquore i due dischi della torta, per evitare che qualche altro sapore si frapponesse al connubio tra il cioccolato gianduia, la panna e le nocciole, però chi lo desidera potrebbe bagnare la torta con poco latte.&lt;br/&gt;La torta l’ho ideata io, ispirandomi però ad una ricetta, che ho modificato decisamente nelle dosi e negli ingredienti, contenuta nel libro “Dolci e frutta”, di Rosalba Gioffrè edita nel 1998 da Idea Libri. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>LEZIONE DI CIOCCOLATO ALLA PERUGINA: LA PIRAMIDE DI KAMAL</title>
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      <pubDate>Sat, 20 Feb 2010 22:55:54 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/20_LEZIONE_DI_CIOCCOLATO_ALLA_PERUGINA__LA_PIRAMIDE_DI_KAMAL_files/SSC_0043.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_37.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Per la terza volta ho preparato le piramidi di Kamal, cioccolatini speciali ideati dal maestro cioccolatiere della Perugina, Max Guidubaldi, per il film “Lezioni di cioccolata”. Ho coinvolto e trascinato sin qui, allegramente l’amica Paola del blog “&lt;a href=&quot;http://chinonmangiaincompagnia.wordpress.com/&quot;&gt;Chi non mangia in compagnia”&lt;/a&gt;, che è rimasta conquistata dal profumo di vaniglia e cioccolato, dalla bravura del maestro e dall’atmosfera piacevole e rilassata, grazie a tutti i partecipanti, molto simpatici. Il momento della pausa caffè, tutti insieme, è sempre un momento davvero godibile, e tre ore di lavoro scorrono in un baleno, sempre con il sorriso sulle labbra. Così come è piacevole salutarci festosamente, sia all’inizio che alla fine della lezione, lezioni dove sono sbocciate anche delle belle amicizie. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della lezione.</description>
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      <title>SFORMATINI DI BROCCOLETTI E MOZZARELLA CON PINOLI AL PROFUMO DI PEPE ROSA</title>
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      <pubDate>Fri, 19 Feb 2010 18:01:51 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/19_SFORMATINI_DI_BROCCOLETTI_E_MOZZARELLA_CON_PINOLI_AL_PROFUMO_DI_PEPE_ROSA_files/DSCN2799.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Giornatina niente male, oggi, tra lo sciopero dei mezzi pubblici ed un violento acquazzone con forti raffiche di vento, che ci ha sorpresi mentre andavamo a fare colazione in pasticceria. Joannes Carolus, Taddeo ed io, eravamo belli stretti tutti e tre sotto l’ombrello; che, poverello, eroico, ce l’ha messa tutta per resistere strenuamente ai colpi di vento, invano: ad un certo punto si è sentito un crack, e ci siamo ritrovati chiusi dentro l’ombrello rotto. Altro che passeggiatina romantica, sembravamo due poveracci con un ombrello scassato e deforme, ormai inutile, che pendeva grottescamente per metà. Arrivati finalmente a casa,  abbiamo mandato al riposo eterno il povero ombrello ed ho preparato gli sformatini golosi. Alternative: si possono sostituire gli spinaci ai broccoletti, e la mozzarella con la provola affumicata per uno sformatino più “rustico”; oppure si può usare la bieta con il gruyère, per uno sformatino più delicato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>BOCCONCINI DI POLLO GLASSATO ALL'ARANCIA AL PROFUMO DI ZAFFERANO</title>
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      <pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:35:41 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/18_BOCCONCINI_DI_POLLO_GLASSATO_ALLARANCIA_AL_PROFUMO_DI_ZAFFERANO_files/DSCN2731_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;E domani sarà venerdì... Il venerdì del villaggio, visto che ormai è il vero prefestivo della settimana, preludio a due giorni in cui ci si potrà alzare più tardi del solito e fare molte cose piacevoli. La giornata scorre placida, tra la passeggiata al parco con Taddeo, la colazione in pasticceria con le amiche, la spesa al mercato settimanale, le telefonate con le amiche, la parrucchiera che lentamente ma sicuramente mi sta riportando le chiome com’erano e dov’erano, a Dio piacendo... le piccole cose quotidiane che danno serenità all’anima. E pazienza se Taddeo, giocando con i suoi amichetti, è finito in una pozzanghera dove si sono allegramente ammalloppati. Riducendosi tutti e tre bagnati e luridi come cani da strada, randagi da settimane... il proprietario del cagnolone bianco (bianco prima che finisse nella pozzanghera fangosa) era terreo di fronte a sì tremendo spettacolo, mentre la proprietaria di Tequila l’ha presa all’inglese, con una flemma quasi pari alla mia, per la quale le porgo i miei più sentiti complimenti. Taddeo, appena rientrati a casa ha fatto una doccia veloce, conciato com’era da sbatter via: sembrava più un clochard che un bassotto. Insomma, tra una cosa e l’altra si è fatto tardi, ed avendo poco tempo, ho confezionato al volo un ottimo e profumatissimo piatto, che costa poco e si fa in pochi minuti. Provare per credere...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SFORMATINI DI MELE E PERE CON LE NOCI</title>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2010 18:43:49 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/17_SFORMATINI_DI_MELE_E_PERE_CON_LE_NOCI_files/DSCN2237_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:444px; height:333px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Si, lo so, oggi è mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e penitenza, ma è anche il compleanno di Joannes Carolus. Gli ho chiesto che torta volesse. Indovinato? Un dolcino con le mele, è stata la risposta. Dejà vu, dejà sentu... direte voi, così come ho commentato io, ridendo... L’ho accontentato, con un dolce profumato della vaniglia che amo tanto, e con le noci di cui Joannes Carolus è ghiotto; fotografando fotografando, il profumo, vi assicuro, era irresistibile.  E scatta qui, scatta là, migliora l’inquadratura, aggiungi il cucchiaio... beh, ehm, si, me lo sono mangiato: l’ho fatto per voi, perché devo certificare nonché garantire che è squisito. E poi ho finito anche la salsa alla vaniglia. Cosa potrei volere di più dalla vita? Un amaro?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>GRAFFE NAPOLETANE</title>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 12:23:23 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/16_GRAFFE_NAPOLETANE_files/DSCN2071.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_8.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ed eccoci dunque arrivati al martedì grasso, da festeggiare con i classici dolci di Carnevale, per la gioia di grandi e piccini: sotto allora con frappe, bignè, zeppole, castagnole, ravioli dolci, fritti di ogni tipo. Le graffe sono davvero squisite, preparate con la ricetta che prevede le patate lessate; ne sono state preparate alcune con la forma a ciambella, ed altre invece, intere, da farcire con marmellata, crema, o crema di nocciola, per un martedì... veramente grasso!! Tanto domani inizierà la Quaresima, faremo tutti digiuno e penitenza...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>TAGLIOLINI ALL'UOVO CON CARCIOFI E PISELLI</title>
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      <pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:51:15 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/15_TAGLIOLINI_ALLUOVO_CON_CARCIOFI_E_PISELLI_files/DSCN0485.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object005_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Che noia, che barba il lunedì.... Siamo in tanti ad avere un po’ in uggia il primo giorno della settimana, probabilmente perché il fine settimana è lontano, o perché bisogna cominciare tutto da capo, al lavoro, (quando non ci si ritrova anche gli arretrati); perché di solito si aspetta il lunedì per iniziare una dieta o smettere di fumare, o semplicemente perché è faticoso cominciare il solito tran tran dopo due giorni di festa, specialmente quando il lunedì è un giorno nuvoloso e grigio come oggi. Bisogna dunque escogitare qualcosa per rendere più piacevole il primo giorno della settimana: ho passato in rassegna il freezer, trovandoci della pasta all’uovo avanzata dai ravioli di lunedì scorso, ed una manciata di pisellini primavera. Mi è bastato acquistare quattro carciofi per portare in tavola un primo piatto economico e molto, molto gustoso, graditissimo a noi, cui il lunedì sta un po’ antipatico...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SFOGLIATINE CON LE MELE AL PROFUMO DI CANNELLA E SALSA ALLA VANIGLIA</title>
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      <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:59:05 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/14_SFOGLIATINE_CON_LE_MELE_AL_PROFUMO_DI_CANNELLA_E_SALSA_ALLA_VANIGLIA_files/DSCN3343_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Per festeggiare San Valentino ho preparato le sfogliatine, deliziose, facilissime da preparare ed adatte anche per chi è a dieta: con un rotolo di pasta sfoglia, un paio di cucchiai di gelatina di cotogne (o della marmellata di albicocche) ed una mela si possono sfornare quattro sfogliatine. Ho usato lo zucchero al velo per caramellare la sfoglia, negli ultimi minuti di cottura: la temperatura del forno ed i tempi di cottura delle sfogliatine sono indicative, si riferiscono al mio forno; consiglio quindi di sorvegliare attentamente la cottura, per sfornarle quando sono dorate al punto giusto. Per preparare la salsa alla vaniglia sarebbe meglio avere a disposizione il termometro da zucchero, perché è pronta quando tocca gli 85°; chi non lo possiede deve mescolare con pazienza, e stare attento a controllare, perché la salsa sarà pronta quando si addensa e vela il dorso del cucchiaio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Foto_salsa_inglese_alla_vaniglia.html&quot;&gt;Cliccare qui &lt;/a&gt;per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione della salsa alla vaniglia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>DEGUSTAZIONE DI VINI ED OLIO PUGLIESI</title>
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      <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 21:53:51 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/13_DEGUSTAZIONE_DI_VINI_ED_OLIO_PUGLIESI_files/SSC_0047.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_9.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Siamo stati invitati ad una degustazione di alcuni vini ed olio della bella terra di Puglia, degustazione che si è tenuta all’enoteca “Centrovini Arcioni”,in Via Nemorense,57 a Roma. I cinque vini, tutti eccellenti, quattro rossi ed un rosato, sono stati presentati dal noto giornalista e gourmet Marco Rossetti, conduttore del programma “La gola in viaggio”della rete Alice tv. &lt;br/&gt;E dal rosato abbiamo iniziato, il Pungirosa dell’Azienda Rivera di Andria, che ha voluto esaltare, attraverso la tradizionale vinificazione “in rosa” attuata con tecnologie moderne, le caratteristiche più peculiari della varietà Bombino Nero, nella tipica zona d.o.c di Castel del Monte, dalla quale può nascere solo un vino rosato. E’ un vino fresco e sapido, ben sostenuto, con un gusto morbido e molto delicato, che ha un colore definito “buccia di cipolla”, una gradazione alcolica di 12°; che ha una buona permanenza in bocca, è adatto per gli antipasti, gli aperitivi, ma che sposa bene al pesce azzurro perché pulisce e sgrassa la bocca. &lt;br/&gt;Siamo passati poi a degustare un rosso, la Vigna del Melograno, 100% Nero di Troia in purezza, nel pieno rispetto del disciplinare, vino che ha ripreso ad essere prodotto dopo essere stato abbandonato per un certo periodo. Di un colore intenso, si sente la ciliegia e la vaniglia, grazie all’affinamento, per i primi otto mesi, in acciaio, per altri otto mesi, in barrique di legno e gli ultimi otto mesi in bottiglia, una tecnica francese che ha dato ottimi risultato per questo vino intenso, che si abbina benissimo a verdure un po’ amare, e difficili, come la cicoria e le fave.&lt;br/&gt;Il secondo rosso degustato è stato un Negramaro del Salento dell’azienda Vigna Flaminio di Brindisi, una zona particolarmente vocata perché, stando tra i due mari, ne respira i venti “saporosi”, che restano nel vino; contiene un 10% di Malvasia nero ed un 20% di Montepulciano di Puglia, perché il disciplinare prevede che non si imbottigli in purezza; un vino rotondo, completo, 13° di gradazione alcolica, di un bel rubino, poco tannico, equilibrato e piacevole, adatto agli insaccati ed alle carni rosse, invecchiato per 3/6 mesi in barrique ed in acciaio per altri 3/6 mesi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il quarto vino degustato è un altro Negramaro, dell’Azienda Tormaresca di Minervino Murge (Brindisi), di un rosso particolare, “salassato” come si dice in gergo, perché esangue, quasi un rosato. Vino piacevolissimo, un Negramaro all’80% con un 10% di Malvasia nero, ottimo per le pietanze a base di pesce e di crostacei.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’ultimo vino degustato è dell’Azienda Mottura, di Tuglie, in provincia di Lecce, “Le pietre”, un bel vino cerasuolo, rosso e brillante, dove si assapora la ciliegia. Un vino intenso, discretamente tannico, profumato ed armonico, splendido negramaro all’80% con un 10% di Malvasia nera, come da disciplinare, un vino da bere in compagnia, che ben si abbina ai primi piatti a base di pesce e di pomodoro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abbiamo concluso la serata degustando l’olio, un eccellente Tre Colline, della Masseria “Il frantoio”, ad Ostuni (Brindisi), dove prosperano piante secolari su 70 ettari di terreno posto in una zona riparata, ricca anche di ortaggi e di boschi, ma che respira la brezza dell’Adriatico. Le cultivar sono leccino e frantoio, che conferiscono all’olio un sapore di carciofo, di erba, e di rosmarino, un olio morbido adatto alle verdure, cotte e crude, ed alle carni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le foto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>CASTAGNOLE CON LA RICOTTA</title>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:34:01 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/12_CASTAGNOLE_CON_LA_RICOTTA_files/DSCN2052.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_9.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;La neve a Roma... un evento: tanto è vero che della nevicata del ’56 se n’è fatta una bellissima canzone, mentre l’ultima nevicata risale “appena” all’86. Io che amo la neve, appena ho visto che nevicava a larghi fiocchi, ho lanciato grida di giubilo, felice come una bimba: ho acchiappato il cane, la macchina fotografica, e mi son precipitata al parco, dove ho riconosciuto gli altri proprietari di cani solo negli immediati vicinanze,  visto che eravamo tutti irriconoscibili, seppelliti da quintalate di sciarpe, cappucci, paraorecchie, piumini, cappelli di lana e giacche imbottite. Non ho fatto in tempo ad accendere la macchina fotografica che ha smesso di nevicare, con mio grande disappunto... per riprendere a nevicare, come vuole la legge di Murphy, non appena entrata in cucina per preparare il pranzo. E perciò mi son dovuta accontentare di fotografare il paesaggio dal balcone, perché sapevo che la magìa sarebbe durata poco: in effetti dopo pranzo non c’era più un solo filo di neve. E pazienza, aspetteremo la prossima nevicata romana, magari tra altri quindici anni. A proposito di finire... anche Carnevale sta per finire, e perciò ecco servite le castagnole con la ricotta, buonissime e morbidissime, là dove la ricotta proprio non si sente. Facilissime da preparare, sono di grande effetto e spariranno in un battibaleno, come la neve a Roma, appunto ...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SFORMATINI DI MELE CON  ZABAIONE AL PROFUMO DI VANIGLIA E CANNELLA</title>
      <link>http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/11_SFORMATINI_DI_MELE_CON_ZABAIONE_AL_PROFUMO_DI_VANIGLIA_E_CANNELLA.html</link>
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      <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:12:53 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/11_SFORMATINI_DI_MELE_CON_ZABAIONE_AL_PROFUMO_DI_VANIGLIA_E_CANNELLA_files/DSCN2973.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_9.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Avrebbe dovuto essere il dolce per San Valentino, perché i dolci con le mele piacciono da matti a Joannes Carolus. Ieri sera si parlava, con una mia amica, circa la cena di San Valentino; tra una cosa e l’altra spuntarono gli sformatini e mi è venuta l’ispirazione, anche perché il dolce promette bene già dal titolo. In effetti la casa è stata dolcemente avvolta da un irresistibile profumo di vaniglia, mele e cannella, che la metà bastava. Per San Valentino preparerò un altro dolce con le mele, per la gioia della mia metà...&lt;br/&gt;Questo dolce è frutto della sintesi di due ricette, rivedute e corrette, prese dall’inserto del Corriere della Sera.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>FRITTELLE DI CAVOLFIORE CON FINTA MAIONESE</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:52:40 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/10_FRITTELLE_DI_CAVOLFIORE_CON_FINTA_MAIONESE_files/DSCN2444_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object003_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;L’inverno è la stagione che vede regnare indiscusse le Crucifere, o Brassicacee: tantissimi e coloratissimi tipi di cavoli, broccoli, cavolfiori, verze, rape, ravanelli, crescione e rucola, che fanno bella mostra di sé tra i banchi dei fruttivendoli, creando solo l’imbarazzo della scelta. Verza e cavolo cappuccio, per esempio, sono ottimi da mangiare sia crudi che cotti, nelle zuppe e nei piatti unici, abbinati anche alla carne, come, per esempio, nella cassoela lombarda. A mio padre piacevano moltissimo i cavolfiori, che, ricordo, mangiava spesso crudi, in insalata, conditi semplicemente con olio ed aceto; avrebbe sicuramente apprezzato le frittelle di cavolfiore, e gli sarebbe piaciuta anche la finta maionese...  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulle foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SPEZZATINO DI MAIALE AL SIPARIO</title>
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      <pubDate>Tue, 9 Feb 2010 14:13:47 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/9_SPEZZATINO_DI_MAIALE_AL_SIPARIO_files/DSCN0988_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_37.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Dopo Natale ci siamo ritrovati una discreta cantina, grazie anche ai regali, graditissimi, ricevuti. Per preparare lo spezzatino ho aperto un Montepulciano d’Abruzzo, di uno spettacolare rosso rubino, fruttato e profumato, dal sapore morbido ed armonico, con un retrogusto leggermente mandorlato, che ho trovato molto piacevole. E’ un ottimo secondo piatto, profumato e ricco, facile da preparare, indicato per queste giornate fredde, da servire con la polenta, ed un bicchiere di vino...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>RAVIOLI CON TALEGGIO E TREVIGIANA AL BURRO E SALVIA</title>
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      <pubDate>Mon, 8 Feb 2010 18:12:47 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/8_RAVIOLI_CON_TALEGGIO_E_TREVIGIANA_AL_BURRO_E_SALVIA_files/DSCN0265_2-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_37.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Datevi pace: adoro il taleggio, e quindi ve lo rifilerò in tutte le salse possibili. Quando ho preparato &lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_casa_di_Ross/Blog/Voci/2010/1/9_LASAGNA_CON_TREVIGIANA_E_TALEGGIO.html&quot;&gt;la lasagna con trevigiana e taleggio&lt;/a&gt;, che ci è piaciuta tantissimo, ho pensato che quest’accoppiata avrebbe funzionato anche come fantastico ripieno per i ravioli. In effetti non ci voleva la palla di vetro per azzeccare la previsione: i ravioli, infatti, sono stati doverosamente spazzolati tutti. E’ un buonissimo primo piatto, che piacerà quindi a chi, come me, ama devotamente il formaggio, il burro e la panna.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della partecipazione.</description>
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      <title>FRITOLE VENEZIANE</title>
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      <pubDate>Sun, 7 Feb 2010 17:22:19 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/7_FRITOLE_VENEZIANE_files/DSCN2568.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;E siccome è Carnevale, e le frappe che avevo preparato qualche giorno fa sono già finite da un pezzo, ed oggi è dì di festa e Joannes Carolus lamentava un certo languorino, nel pomeriggio ho preparato le fritole veneziale, una vera delizia: sono molto soffici e delicate, con poco zucchero e senza burro, quindi anche poco caloriche. Ho trovato deliziosa l’uvetta, che sposa benissimo con l’impasto soffice e lo zucchero al velo,  e poi sono facilissime da preparare. La ricetta l’ho presa dall’inserto del Corriere della Sera.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>FIERA DEGLI ARTIGIANI DEL CIOCCOLATO A FIRENZE</title>
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      <pubDate>Sat, 6 Feb 2010 17:17:32 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/6_FIERA_DEGLI_ARTIGIANI_DEL_CIOCCOLATO_A_FIRENZE_files/SSC_0310.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object003_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ci siamo alzati ancor prima dell’alba, ed è stata dura persino per Taddeo. Io ho ripreso facoltà di intendere e di volere solo dopo una sobria prima colazione, appena un canonico cappuccino e tre cornetti, mentre Joannes Carolus, verso le dieci, ha avuto bisogno di un caffè di supporto. Così ci siamo fermati in un autogrill, illusi che a quell’ora non ci sarebbe stato l’assalto. Invece... Appena entrati, siamo stati travolti e spinti dai componenti di ben tre pullman turistici scesi per la sosta tecnica. Io sono stata separata da Joannes Carolus e trascinata via con e dalla corrente umana, abbattutasi come uno tsunami nel locale, nel quale mi son trovata imprigionata. La cosa mi ha fatto ricordare la scena del film “Moonraker”, in cui il killer che stava per uccidere Bond è stato irresistibilmente trascinato via dalla folla che festeggiava il carnevale, e non ha potuto far altro che osservare James Bond che gentilmente lo salutava. Solo nella zona dei giornali, vicino all’uscita, son riuscita a fuoriuscire dal muro umano e raggiungere le scale che portavano alla toilette. Anche qui una fila chilometrica, poi finalmente sono riuscita a ricongiungermi a Joannes Carolus, imbufalito per l’attesa biblica di un caffè. Tre pullman di turisti hanno messo a ferro e fuoco l’autogrill per una ventina di minuti, lasciandolo come Roma dopo il sacco dei Lanzichenecchi. Arrivati finalmente a Firenze, abbiamo penato mezz’ora prima di trovare uno straccio di parcheggio, strapagato per giunta. Desideravo andare al mercato di San Lorenzo, che è fatto non solo di banchi di fruttivendoli e pescivendoli, ma anche di negozi, vere boutiques di gastronomia, dove ho trovato un banco di fiorista molto fornito di fiori freschi colorati e profumati. Di fronte c’è Nerbone, locale storico, che serve piatti toscani come la ribollita, la pappa con il pomodoro, le pappardelle sul cinghiale, il bollito ed i fagioli al fiasco, con prezzi davvero economici. Abbiamo gironzolato per un po’, in mezzo a prelibatezze toscane e non, tra frutta e verdura freschissima, pesce e carne di ogni genere, olio, vino, miele ed ogni ben di Dio. Abbiamo fatto spesa, ovviamente, poi siamo andati a mangiare da Mario, locale storico anch’esso, a due passi dal mercato, in Via Rosina, 2. Un locale spartano, dove abbiamo condiviso il tavolo con due studenti tedeschi ed un’altra coppia. Taddeo, sotto al tavolo, ha goduto delle attenzioni di tutti i commensali, rimediando grattini e bocconcini sapidi e succulenti. Per 29 euro abbiamo mangiato delle pappardelle sul capriolo veramente eccezionali, un piatto di affettati con pane toscano e vino rosso della casa, nonché un ottimo piatto di fagioli cannellini. La ressa non ve la racconto, alle 13 era già impossibile entrare nel ristorante. Siamo quindi andati alla fiera del cioccolato artigianale, dove abbiamo trovato dei banchi colmi di meravigliose golosità: è stato un percorso fantastico, tra assaggi, degustazioni ed altri acquisti, dove ci siamo lucidati gli occhi (ehm, non solo) con il buon cioccolato lavorato dai bravissimi artigiani, per me son degli artisti, italiani (era presente solo un artigiano belga). Per smaltire pranzo e merenda siamo andati un poco a zonzo per Firenze, divertendoci come sempre in una città che adoro. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le foto della visita a Firenze ed alla fiera del cioccolato.</description>
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      <title>DOLCI  RAVIOLINI  RIPIENI  DI  CREMA DI NOCCIOLA E CIOCCOLATO</title>
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      <pubDate>Fri, 5 Feb 2010 12:22:30 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/5_DOLCI_RAVIOLINI_RIPIENI_DI_CREMA_DI_NOCCIOLA_E_CIOCCOLATO_files/DSCN1532_2-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_8.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Non capisco perché, quando cerco un libro, di solito non lo trovo subito, ma dopo (im)paziente ricerca e lo smontaggio di parecchie file di tomi; spesso, il libro che cerco mi è passato per le mani proprio l’altro ieri, quando non mi serviva; mentre ora ho davanti dei libri che sicuramente cercherò domani, invano... E così comincia la caccia affannosa, ed estrarre un volume incastrato tra altri due significa farne cadere almeno tre. Non sono disordinata, anzi: avrò rimesso in ordine la libreria almeno tre volte, l’anno scorso. Non so come, però, già dopo un po’ di tempo i libri, misteriosamente, come animati da volontà propria, si ridispongono, si imbelinano ancora, si che cercare un libro ridiventata un’impresa olimpica. Ormai non so proprio più dove mettere libri e riviste di cucina; quel che è peggio continuo ad acquistarli. Gli amici che vengono a trovarci constatano quanto io sia diventata molto originale (creativa, il termine usato) nel modo di impilare, incastrare, ammalloppare, accatastare i volumi sulle mensole, persino sopra i cassettoni delle tapparelle. Dopo aver rimesso per l’ennesima volta in ordine i libri, sono uscita a fare una passeggiata, purtroppo breve, con Taddeo: la pioggia ed il freddo ci hanno fatto rincasare più presto del solito, e così, un po’ infreddoliti ed anche un poco inumiditi, ci siamo rifugiati nel calduccio della cucina, dove ho preparato una merenda carnevalesca, usando come ripieno la &lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_casa_di_Ross/Blog/Voci/2010/1/12_CREMA_DI_NOCCIOLE_E_CIOCCOLATO.html&quot;&gt;crema di nocciole e cioccolato &lt;/a&gt;che ho preparato una ventina di giorni fa. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SFORMATINI DI CARCIOFI CON ZABAIONE DI VERDURE</title>
      <link>http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/4_SFORMATINI_DI_CARCIOFI_CON_ZABAIONE_DI_VERDURE.html</link>
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      <pubDate>Thu, 4 Feb 2010 18:29:13 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/4_SFORMATINI_DI_CARCIOFI_CON_ZABAIONE_DI_VERDURE_files/DSCN2287.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_8.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;In casa dovrei girare con il casco: ogni volta che prendo un libro dalla libreria me ne cascano almeno tre in testa; aprendo l’armadio mi son caduti in testa due maglioni di Joannes Carolus, e aprendo l’anta del pensile per recuperare le cocottine usate per questo fantastico piatto, mi son piovuti in testa gli stampi delle colombe, e meno male che sono di carta. Alle volte mi sembra che in casa non ci sia proprio più posto per libri, piatti, bicchieri, vassoi, tazze, e le cose che, ahimè, continuo ad acquistare. Dopo aver raccolto da terra gli stampi delle colombe, ho dovuto prendere la scaletta, salirci, togliere dall’armadietto due zuppiere e quattro pirofile, poggiarle sulla lavatrice senza farle andare in frantumi, recuperare le cocottine, risalire sulla scaletta e rimettere tutto a posto. ‘Na faticata mica da poco... compensata dal fatto che abbiamo gustato un piatto buonissimo. Lo zabaione di verdure è fatto anche con gli “avanzi” di verdure della preparazione del brodo vegetale, zabaione che può accompagnare anche piatti a base di uova e di carne. Ho usato il parmigiano reggiano grattugiato, però si possono impiegare altri formaggi, come ad esempio, il gruyère, l’emmenthaler, il fontina; ed il pecorino, per dare alla salsa un gusto un poco più “rustico”. Gli sformatini si possono preparare con anticipo, e congelarli, il che può essere d’aiuto nel momento in cui si organizza una cena oppure un buffet.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>FINOCCHI CON ACCIUGHE, OLIVE E PEPERONCINO AL PROFUMO DI FINOCCHIETTO SELVATICO</title>
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      <pubDate>Wed, 3 Feb 2010 12:53:42 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/3_FINOCCHI_CON_ACCIUGHE,_OLIVE_E_PEPERONCINO_AL_PROFUMO_DI_FINOCCHIETTO_SELVATICO_files/DSCN1246.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:452px; height:340px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Mi piace molto fare la spesa dal fruttivendolo, aggirarmi lentamente tra i banchi, che in inverno sono particolarmente ricchi di cose buone, riempiendomi gli occhi (e la sporta) della bellezza di frutta e verdura di stagione, come broccoli, cavoli, finocchi, cardi, catalogna (dalla quale si ricavano poi le puntarelle, di cui son di molto ghiotta), cicoria, radicchio rosso, rape e spinaci, arance, mandarini, pere (non solo in inverno: ci sono anche differenti varietà di pere estive, buonissime) e mandaranci: alimenti ricchi di minerali e vitamine, che servono ad alzare le nostre difese immunitarie e proteggerci dalle malattie. I finocchi si dividono in “maschi”, più tondeggianti, ottimi per le preparazioni a crudo, e “femmine”, di forma più allungata, più adatte alla cottura; per mondarli basta eliminare la base, parte della sommità verde e le guaine esterne. Ho condito il finocchio con le acciughine, che danno un saporino buonissimo, con il peperoncino, per dare un po’ di piccante, e le olive, appena amarognole, che sposano benissimo al finocchio. Poi, ho spolverato una presa di finocchietto selvatico della Sardegna, un profumo speciale che a noi piace tanto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>SCALOPPINE DI VITELLO AL BATTUTO DI CAPPERI DI SALINA ED ACCIUGHE</title>
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      <pubDate>Tue, 2 Feb 2010 17:43:57 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/2_SCALOPPINE_DI_VITELLO_AL_BATTUTO_DI_CAPPERI_DI_SALINA_ED_ACCIUGHE_files/DSCN1303-filtered.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Quanto mi piacciano le scaloppine lo si deduce dalla frequenza con cui le porto in tavola... e siccome mi piacciono, e di molto, i capperi di Salina e le acciughine, ecco fatta la somma dei vari fattori; sono delle scaloppine deliziose, che si preparano con poco tempo e relativamente poca spesa, per una cenetta leggera e saporita.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>CORSO DI DOLCI DI CARNEVALE AL GAMBERO ROSSO</title>
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      <pubDate>Mon, 1 Feb 2010 16:18:32 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/2/1_CORSO_DI_DOLCI_DI_CARNEVALE_AL_GAMBERO_ROSSO_files/DSCN1972.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_38.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Un vero spasso. Oltre ad imparare un sacco di cose nuove ed interessanti, grazie alla chef Giulia Steffanina, docente alla Città del gusto del Gambero Rosso ed ex chef patissier all’Hotel Hassler di Roma, ci siamo divertite un sacco. Abbiamo mangiato delle orecchiette buonissime (grazie Alfredo!), bevuto ottimo vino (Prosecco di Valdobbiadene ed altro), riso un sacco, e... portato a casa quello che non siamo riuscite a mangiare... ehm... dovevamo pure verificare la bontà di ciò che noi s’era preparato, noooo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della lezione.</description>
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      <title>MAFALDE  CON GLI SCAMPI AL PROFUMO DI PEPE ROSA</title>
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      <pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:49:45 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/31_MAFALDE_CON_GLI_SCAMPI_AL_PROFUMO_DI_PEPE_ROSA_files/DSCN1647.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_9.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ora che ho preso confidenza con i crostacei, (anche se ci ho messo un’ora per pulirli tutti), ho portato sulla tavola del dì di festa un primo piatto delicato, che è stato di molto apprezzato in casa; un ottimo primo piatto che, usando i pomodori freschi, sarà ideale sulle tavole estive. Anche stavolta, non essendo esperta di crostacei, ho cercato un procedimento ed una ricetta da seguire; ho trovato quindi varie versioni di questo primo piatto: chi usa le linguine, chi le penne e chi gli spaghetti, chi lo prepara in bianco, chi con il pomodoro fresco, chi toglie gli occhi agli scampi perché sostiene che diano un retrogusto amaro, chi fiammeggia la testa, la coda ed il carapace, chi usa soffriggere, con l’aglio e l’olio, anche il prezzemolo (ma a me non piace, il prezzemolo soffritto lascia un po’ di amarognolo, lo metto alla fine, tritato fresco), chi usa il Cognac, chi il vino... non ne venivo più fuori; spazientita, ad un certo punto ho deciso di procedere per conto mio, seguendo il mio gusto e la logica. Ho usato le mafalde perché mi piacciono tanto come formato, e perché trovo che, essendo belle larghe, raccolgano meglio il sugo del pomodoro; ed ho scelto di usare il profumato pepe rosa, invece del peperoncino che, secondo me avrebbe interferito con la delicatezza degli scampi. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>NOCCIOLATINI ROCHER</title>
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      <pubDate>Sat, 30 Jan 2010 14:06:01 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/30_NOCCIOLATINI_ROCHER_files/DSCN0376.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_8.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Facili facili e veloci da preparare, golosi e profumatissimi perché li ho ideati con un cuore di nocciole tostate e buon cioccolato gianduja, in occasione di una cena con alcuni amici. Il risultato migliore lo si ottiene tritando, con pazienza, le nocciole tostate con il coltello, perché la lama del mixer tende a ridurle un po’ troppo in polvere. Li ho battezzati nocciolatini perché, appunto, sono a base di cioccolato gianduja e nocciole, di cui sono golosa; sono petit chose, frivolezze, bon bon, friandises, dei dolcetti che si servono con il caffè, si, ma anche per coccolarsi in un giorno di pioggia come questo...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>CICORIA RIPASSATA  CON ACCIUGHINE E PEPERONCINO AL PROFUMO DI ZENZERO</title>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:05:14 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/29_CICORIA_RIPASSATA_CON_ACCIUGHINE_E_PEPERONCINO_AL_PROFUMO_DI_ZENZERO_files/DSCN1461.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_38.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ed anche il mese di Gennaio è andato. Come vola il tempo; alle volte sembra che non passi mai, specie quando si attraversano periodi tristi, altre volte ci si ritrova da Natale a Pasqua senza neanche accorgersene, cucinando e chiacchierando...Ehm, specialmente chiacchierando, la mia vera specialità. Cià, anche oggi è una bella giornata freddina e piovigginosa; tornata a casa dopo una passeggiata per il centro con un’amica, mi è venuta voglia di un buon piatto di cicoria, che a me piace molto, facilissimo e velocissimo da preparare. Ho voluto fare delle variazioni alla cicoria classica ripassata in padella con aglio e peperoncino, come si usa da queste parti, usando le acciughe e lo zenzero fresco; perché a me piace sperimentare e variare anche sui piatti più tradizionali come un semplice piatto di cicoria. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>MAZZANCOLLE FRITTE</title>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2010 19:28:10 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/28_MAZZANCOLLE_FRITTE_files/DSCN1219_2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_36.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;E’ stata una dura prova. Io, che tempero serenamente più di un chilo di cioccolato e preparo cinque stampi di cioccolatini contemporaneamente, che preparo il caramello mentre stiro, che le glasse mi fanno un baffo, che sforno ridendo meringhe, panettoni, pandori e colombe, mi accascio e mi riduco uno straccetto quando devo affrontare pesci ed affini. La cosa è cominciata più di un mese fa, quando Joannes Carolus, gioiosamente, portò a casa un vassoio di mazzancolle surgelate, pregandomi di fargliele fritte. Semplicemente fritte. Che ci vuole? Eh già... che ci vuole? Ho procrastinato sin che ho potuto, poi, di fronte all’ennesima richiesta, ho consultato freneticamente amiche, parenti, collaterali ed affini, libri, vicine di casa, l’archivio (si, anche quello, ahimè), internet, la mamma e la suocera (non mi son fatta mancare nulla, come si evince). Da tutto ciò ne ero venuta fuori ancora più frastornata e confusa, perché ognuno aveva la sua ricetta, il suo modo di procedere: chi infarinava prima e passava nell’uovo poi; chi procedeva al contrario, passando le mazzancolle nelle uova prima ed infarinandole poi, e pure chi usava la semola in luogo della farina. Mia madre aveva proclamato che la procedura canonica, in Sardegna, era di friggere le bestie con il carapace, però la cosa non mi convinceva. Perché, ragionavo tra me e me, per mangiare la bestia si deve levare ovviamente il carapace, ma così facendo si leverebbe anche la panatura: ergo, si mangerebbe la polpa senza la panatura. Allora a che pro panare le mazzancolle, se poi la panatura si elimina e non si mangia? E il cervello, poverello, cominciava ad impazzar, per citare Rossini. C’era una sola cosa da fare, armarsi di coraggio e cimentarsi. Ho aperto il freezer, con un sospiro che avrebbe mosso a pietà un masso, mi son messa il grembiulino e son partita a pulire le mazzancolle. Sin lì, nessun problema. Ho quindi fatto le prime prove di panatura, prima la farina e poi le uova, e viceversa, non trovando differenza di sorta: in entrambi i casi le uova e la farina erano diventati un triplo grumo appiccicoso sulle mie dita, (posso dire che avevo le dita panate), mentre, in compenso, sulle bestie la panatura era irrisoria. Mi sono accorta che l’olio era bollente e le mazzancolle non ancora pronte: ho spento il fuoco sotto alla padella, ed ho ripassato le mazzancolle nella farina e nell’uovo, però a quel punto l’olio si era raffreddato. Ho riacceso il fuoco ed ho cominciato ad ammucchiare le bestie sul tagliere, mucchio di roba appiccicaticcia. Il tutto con la macchina fotografica in mano, il che non mi aiutava di certo. Confesso che ho avuto attimi di panico completo, ma ho tenuto i nervi saldi ed alfin ho gettato con slancio le mazzancolle, tre o quattro per volta, nella padella, al grido: “Vada come la vada!!”,mentre fotografavo. Ed è andata... &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>MUSICA, MUSICA...</title>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:36:03 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/27_MUSICA,_MUSICA..._files/shapeimage_2-1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Oggi, come tutti gli anni, festeggio il compleanno di Wolfgang Amadeus Mozart, autentico genio e rivoluzione nella storia della musica, che, dopo di lui, non sarà più la stessa. Con Mozart e Haydn (capostipiti della corrente classicista viennese) ci fu l’evoluzione dallo stile galante, dominante nel ‘700, allo stile classico, preludio alla grande musica dell‘800; dello stile galante rimasero alcuni elementi, contrappuntistici, perché lo stile fu “ripulito” dalla leziosità ed eccessiva complessità: Mozart introdusse la chiarezza, l’equilibrio, una grazia affatto speciale, che convivono serenamente con una nuova complessità armonica e la potenza eccezionale delle sue idee nuove. Mozart riuscì con naturalezza a coniugare l’armonia, l’eleganza, l’olimpica serenità con il rigore tecnico e strumentale e l’innovazione: ciò che farà della sua musica la “classica”, per eccellenza, influenzando profondamente Schubert in un modo e Beethoven in un altro, e non solo: anche Wagner gli è debitore. Se esiste un’opera tedesca lo si deve a Mozart: era un progetto che aveva a cuore e che aveva iniziato con “Il ratto dal serraglio” prima e “Il flauto magico”poi; un progetto che Wagner avrebbe ripreso e portato avanti nell‘800, e che Richard Strauss avrebbe sviluppato ulteriormente nel ‘900. Ciaikovskij lo ammirava moltissimo, gli dedicò una suite, la “Mozartiana”, mentre Nietzsche lo definì emblema dello spirito apollineo della musica; e, anche se Mozart era tutt’altro che apollineo, come carattere, perché impetuoso, scanzonato ed irriverente, conscio della sua bravura e ribelle alla consuetudine dell’epoca, che vedeva nei musicisti solo dei semplici servitori alle corti dei principi, è riuscito a temperare, almeno sulle partiture, il suo carattere e le sue angosce personali. E così, dall’alto della serenità olimpica mozartiana si potrà contemplare la musica di Beethoven e Wagner, tempestosa e tumultuosa di passione. La sinfonia n.39 K543 venne composta nell’estate 1788; poche settimane durante le quali Mozart compose le sue ultime tre sinfonie (39, 40 e 41), sinfonie che Mozart, purtroppo, non avrebbe mai avuto modo di vedere eseguite a causa della sua prematura morte. E, per quanto la Jupiter (la numero 40, K550) sia considerata la sua più importante e bella, preferisco la K543. Scritta nella tonalità di mi bemolle maggiore, (la sua preferita), Mozart compì una piccola rivoluzione nell’organico, sostituendo gli oboi con i clarinetti, per ottenere un suono più morbido e chiaro dall’orchestra: una novità assoluta. Ho ascoltato tantissime interpretazioni di questa sinfonia, ma la versione che preferisco è quella ideata da Bruno Walter, mitico direttore, rigoroso ed equilibrato, versione che ho su nastro e registrata dalla filodiffusione tantissimi anni fa, che trovo meravigliosa e piena di brio e di rigore. Il primo movimento, a sorpresa e contro la tradizione, inizia con un tempo lento, in 4/4, per poi sbocciare in un allegro, in 3/4, composto da due temi: il primo cantabile ed il secondo più incisivo, l’esatto contrario di quello che era il canone in quel periodo, a dimostrazione che per Mozart l’invenzione era indispensabile. Nel secondo movimento, un andante con moto in 2/4, in la bemolle maggiore, si trovano i momenti più espressivi, mentre le partiture degli archi e dei fiati sono equilibrate in modo magistrale. Il terzo movimento è un minuetto très charmant, un allegretto seguito da un trio in 3/4, che riprende la tonalità di mi bemolle maggiore, e poi, ovviamente, si conclude con il quarto movimento, un allegro 2/4, travolgente e coinvolgente, da cantare a voce spiegata. Come i miei vicini di casa sanno benissimo...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=aUqCCbGxdbM&amp;feature=related&quot;&gt;Cliccare qui per accedere alla pagina di youtube per l’ascolto dell’ultimo movimento della sinfonia (circa 7 minuti)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/a&gt; </description>
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      <title>CONFETTURA DI MANDARINI CON MANDARINELLO E ZENZERO</title>
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      <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:19:59 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/26_CONFETTURA_DI_MANDARINI_CON_MANDARINELLO_E_ZENZERO_files/DSCN1313.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_39.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Andare a far la spesa sotto l’acqua è davvero disagevole. Con il cappuccio del piumino alzato sulla testa sembro l’imperatore Palpatine di Guerre Stellari: tengo al caldo i miei pochi neuroni, però ho la visuale limitata e faccio fatica a scansare gli schizzi provocati dalle auto che vanno a finire nelle pozzanghere; poi, tra l’ombrello, le borse con la spesa, le chiavi di casa, Taddeo che tira, smanioso di rientrare a casa, fradicio malgrado l’impermeabile... mi ci vorrebbero tre mani, ma purtroppo non le ho avute in dotazione, e dire che mi sarebbero servite. Anyway, oggi sono finalmente riuscita a confezionare la marmellata, che definisco insolita per via dello zenzero, e con la rincorsa: perché i mandarini vanno in tenuti in ammollo per 48 ore, poi lasciati macerare con lo zucchero per altre 24 ore. Una confettura che è stata concepita in un modo da &lt;a href=&quot;http://peccatidigolaediamicizia.com/viewtopic.php?f=218&amp;t=86&quot;&gt;Brii,&lt;/a&gt; modificata da&lt;a href=&quot;http://menuturistico.blogspot.com/&quot;&gt; Raravis&lt;/a&gt;, con l’aggiunta dello zenzero (che dona alla confettura un piglio esotico), ed ulteriormente modificata da me, che ho aggiunto un liquore al mandarino, il mandarinello, fatto in casa da una mia cara amica, Antonella P. di Bracciano, davvero squisito e profumatissimo. Mi vien da ridere al pensiero che magari ci sarà qualcun altro che preparerà la confettura con un’ulteriore variazione; e, modifica dopo modifica, la confettura tornerà a Brii che la modificherà ecc ecc ecc; e si ricomincerà da capo. In musica tutto ciò ha un nome: moto perpetuo....&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.</description>
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      <title>QUADRUCCI IN BRODO CON PISELLI</title>
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      <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:47:02 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/25_QUADRUCCI_IN_BRODO_CON_PISELLI_files/DSCN0726.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:445px; height:334px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Come tutte le mattine, ci siamo incontrati al parco, noi proprietari di cani, bene imbacuccati e coperti sino al naso (nasi belli rossi da farci sembrar ciucchi già di prima mattina) sotto stratificazioni di sciarpe, cappucci, cappellini, guanti, piumini, scaldaorecchie ed altro vario assortimento invernale. Passeggiare per tentare di scaldarsi è valso a poco, chiacchierare anche meno, anche se ci ho provato. I più stoici, come me e pochi altri, hanno resistito per un’oretta, camminando di buon passo, poi ci siamo salutati e siamo tornati a casa. In una giornata come questa l’ideale è una bella minestra calda e saporita, ed ho preparato i quadrucci in brodo con piselli, classica ricetta romana, per scaldar la pettorina. Aspettando poi il pomeriggio per chiudere le finestre, accendere il riscaldamento e sprofondare nel divano con la copertina, della buona musica ed una tazza di tè caldo.... &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>TORGIANO E DERUTA</title>
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      <pubDate>Sun, 24 Jan 2010 14:57:24 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/24_TORGIANO_E_DERUTA_files/SSC_0214.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:453px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Ci piace l’Umbria, così verde e ricca di storia, di borghi antichi, di buon vino, olio squisito ed altri splendidi prodotti del territorio. Oggi ci siamo fermati in due piccoli centri, ma ricchi di bellezza e di colori: Deruta, e Torgiano, che è un gioiello antico, nato in epoca romana, perché esisteva un porto fluviale connesso con la via Amerina, (quando il Tevere era navigabile da Città di Castello a Roma) posto su un’altura, nelle immediate vicinanze della confluenza del Tevere con il Chiascio. Nel 1274 il Comune di Perugia deliberò la rifondazione del castrum Torsciani nell’area dell’antica Pieve di San Bartolomeo, per insediarvi una guarnigione a protezione dei propri confini. Parcheggiata l’auto in Piazza Matteotti, il nostro sguardo è stato catturato dalla bellissima e medievale Torre Baglioni, (il borgo fu un feudo della famiglia perugina) simbolo di Torgiano, che si staglia tra gli alti e slanciati cipressi. Quello che mi piace, quando passeggiamo per i paesi come questo, è il sentire il profumo della legna bruciata nei camini, che proviene dalle villette e dalle case intorno, che è un profumo particolare e suggestivo. In effetti è una giornata molto fredda, persino Joannes Carolus, notoriamente sprezzante del freddo, ha alzato il bavero del cappotto e tiene le mani in tasca (e, se ha freddo lui... immaginate me!). Ho trovato intenso e bello il viale della Rimembranza, dedicato dal comune ai suoi caduti della prima guerra mondiale: ogni cipresso ha alla base una targa con il nome e la data di morte di un giovane soldato torgianese. Arrivati alla piazza, ho fotografato una fontana moderna, posta sotto le mura dell’antica fortificazione, parzialmente demolite per erigere il campanile della Chiesa di San Bartolomeo, chiesa riedificata nel ‘700 sulle rovine della Pieve duecentesca; dove abbiamo potuto ammirare il Cristo deposto, opera di Felice Pellegrini, appartenente alla scuola del Barocci, del 1588. Usciti, abbiamo passeggiato per il Corso Vittorio Emanuele II, dove c’è il palazzo comunale edificato circa un secolo fa, ed il barocco Palazzo Graziani Baglioni, sede del Museo del Vino, che è in fase di ristrutturazione ma conserva una galleria affrescata alla fine del ‘600. C’è anche un interessante museo dell’Olio, sistemato sui tre piani di un antico edificio. Infatti Torgiano (Borgo di Giano) è ricca non solo di vigneti, ma anche di uliveti che danno un olio fruttato e leggero. I suoi vini più pregiati sono il Torgiano Rosso Riserva, (l’unica DOCG dell’Umbria insieme al Sagrantino di Montefalco), e la DOC Torgiano, mentre il territorio comunale è inserito nell’itinerario della Strada dei Vini del Cantico. Il grano, la farina e l’olio sono gli elementi fondamentali dei piatti della tradizione locale, che sono la torta al testo (dal nome della pietra arroventata al fuoco del camino) su cui si cuoce l’impasto di farina ed acqua, impasto poi farcito con prosciutto o verdura lessata; la schiacciata cotta al forno e condita con foglie di salvia o cipolla e la torta di Pasqua, a base di farina, uova e pecorino. Ovviamente, essendo l’Umbria territorio di produzione di cicerchia e lenticchie, un primo piatto tipico è la zuppa di legumi ed ortaggi. Abbiamo quindi lasciato Torgiano e siamo andati a Deruta, ameno paese lungo la via Tiberina, dove esisteva già un borgo in epoca romana, che si è poi sviluppato durante il Medioevo, borgo che fu distrutto tre volte nella sua storia, sinché non fu assoggettato a Perugia, nel XII secolo, che vi mandò un podestà e vi fece costruire un castello; Deruta fece poi parte dello stato pontificio sino al 1870. Sin dal 1290 la sua ceramica è famosa, fatta di colori stupendi e disegni affatto particolari, che a me piace tantissimo. La chiesa di S. Francesco è del XIV secolo, recentemente restaurata, una bella facciata con rosone, affiancata da un campanile aperto da bifore ogivali; l’interno è ad una navata, con abside poligonale e con dei suggestivi affreschi di scuola umbro senese. Nel raccolto e semplice chiostro trecentesco c’è l’ingresso al Museo della Ceramica, che raccoglie importanti testimonianze dell’arte ceramica, con pezzi importanti ed antichi. Nel medievale palazzo comunale dalla bella facciata arricchita da tre bifore romaniche, tutto ti aspetti tranne che di trovare un leone veneto in travertino, simbolo della Serenissima, ma dove ho fotografato l’atrio con orci in ceramica, un bel soffitto con le volte a vela, frammenti architettonici ed iscrizioni romane e medievali.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le foto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>MASTER FONDENTE ALLA PERUGINA</title>
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      <pubDate>Sat, 23 Jan 2010 22:02:40 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/23_MASTER_FONDENTE_ALLA_PERUGINA_files/SSC_0147.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object000_37.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:454px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Questa volta, per fortuna, non abbiamo trovato traffico, o code, in autostrada, e l’Autogrill era adeguatamente rifornito di cibarie, perché privo di folla affamata, così siamo arrivati puntuali a Perugia, per l’ennesimo master, direte voi... ma è talmente divertente che ne farò altri ed altri ancora. Guidati dal bravo e simpatico maestro Guidubaldi abbiamo trascorso alcune ore a lavorare, nella ormai familiare sala profumata di vaniglia e burro di cacao, producendo tartufi e cioccolatini ripieni deliziosi. Mi son trovata benissimo con i miei compagni e compagne di cioccolato, tutti simpaticissimi, che spero davvero di incontrare ancora. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con le ricette e le foto della lezione.</description>
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      <title>GRISSINI RUSTICI AL ROSMARINO</title>
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      <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:15:15 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/22_GRISSINI_RUSTICI_AL_ROSMARINO_files/DSCN0942.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object001_7.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Dal che si deduce che ho rinfrescato il Cucciolo... Ebbene si, ho sfornato dei grissini profumatissimi e deliziosi, che sono piaciuti di molto, adatti anche al buffet, o come aperitivo con del grana o del prosciutto crudo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccate sulla foto per accedere alla pagina con le ricette (sono date entrambe le versioni, che prevedono l’uso del lievito madre e del lievito di birra) e le foto della preparazione.</description>
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      <title>FAGIOLINI VERDI PROFUMATI AL LIMONE E ZENZERO</title>
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      <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 12:16:20 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/21_FAGIOLINI_VERDI_PROFUMATI_AL_LIMONE_E_ZENZERO_files/DSCN0759.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:455px; height:341px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Capita a tutti, aprire il freezer ed il frigorifero e trovare avanzi o piccole quantità di verdura. Ho rinvenuto mezza busta di fagiolini, in freezer, però volevo prepararli in modo diverso dal solito; siccome ho constatato che i broccoletti profumati allo zenzero sono stati molto apprezzati, mi è venuta l’idea di provare ad abbinare lo zenzero anche ai fagiolini, e devo dire che ci sono piaciuti molto. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccare sulla foto per accedere alla pagina con la ricetta e le foto della preparazione.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>SERATA MUSICALE</title>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:16:08 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Voci/2010/1/20_SERATA_MUSICALE_files/DSC_0354.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acasadiross.com/A_CASA_DI_ROSS/Blog/Media/object003_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:450px; height:338px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Per consolarmi dalle pene pilifere, Joannes Carolus mi ha accompagnato all’Auditorium per un concerto di Beethoven, nella fattispecie tre quartetti eseguiti dal Quartetto Artemis. Ho molto gradito la cosa, anche perché ho frequentato poco Ludwig Van, ultimamente, e perché conosco meglio i suoi primi lavori che gli ultimi. Prima del concerto abbiamo fatto una puntata alla libreria dell’Auditorium, dove mi sono persa nel reparto dei dischi di musica antica, e poi nel reparto di libri dedicato alle biografie dei musicisti, là dove sono stata presa per la manica e trascinata via prima di acquistare mezza libreria. Bellissima, la sala Sinopoli, calda ed accogliente, proprio come deve essere una sala da concerti da camera, ricca di legno pregiato per via dell’acustica e dal piacevole colore ambrato. L’unico scomodo mi pareva proprio Joannes Carolus, che non si dava pace per il fatto di non sapere dove mettere le gambe, per via del poco spazio tra una poltroncina e l’altra. Io invece, comoda nella poltroncina di velluto rosso, mi sono immersa nell’ascolto dei tre quartetti: il primo, op.18 n°1, ancora vincolato alle matrici codificate da Haydn e Mozart ma già beethoveniano, per via della tendenza ad inserire nell’organizzazione razionale musicale elementi di contrasto e di impeto; l’altro, l’op. 95, bello, corposo e classico, perfetto nella forma sonata. Dopo l’intervallo è arrivata l’intensa esecuzione del quartetto più atteso, l’op.132, in la minore, geniale, coinvolgente, che sembra scritto da un musicista del XIX secolo, tanto è sorprendentemente innovativo. Per vari motivi: perché Beethoven non era un tipetto meditativo e calmo, tutt’altro: la sua musica, specialmente le opere finali, riflette molto la sua vita, segnata da problemi affettivi, un ambiente familiare di origine triste, problematico, che è all’origine del suo carattere aspro, difficile. Conscio dell’originalità, della sua forza, nell’ultimo periodo della sua vita il compositore infranse e travolse alcune regole accademiche, abbandonando gli schemi formali classici anche se non arrivò a concepire la musica come una confessione intima ed immediata, guidata dalla fantasia. Gli ultimi quartetti, scritti nel 1822 da Beethoven, su commissione del principe Galitzin, che glieli pagò 50 ducati a quartetto, riflettono un periodo tristissimo per Beethoven e sono considerati dei capolavori assoluti di intensità, di profondità metafisiche, perché risentono delle drammaticità di quel momento, in cui i suoi contatti con il mondo, in quegli ultimi anni, erano affidati ai taccuini, sui quali si snodavano le conversazioni con i suoi interlocutori. Solo, sordo, deluso negli affetti, Beethoven si ripiegò su stesso, nella propria concentrazione interiore, e probabilmente questa fu una delle cause per le quali si allontanò dagli schemi formali tradizionali. Possiedo il Cd dei quartetti di Beethoven, eseguiti dal Tokio String Quartet, che dà una lettura tutt’altro che meditativa e rarefatta del quartetto op.132; ma, resta per me insuperabile, la versione incisa dal leggendario Quartetto Italiano (Decca), molto raffinata ed elegante. Stasera i solisti del Quartetto Artemis hanno dato una interpretazione molto intensa ed appassionata, specialmente del terzo tempo del quartetto op.132, il più misterioso, arcano, sognante, lirico, che mi è piaciuta molto. &lt;a href=&quot;http://www.resiartists.it/ita/artisti/bio.asp?idArtista=67&quot;&gt;Cliccando qui troverete il profilo dettagliato del Quartetto Artemis, considerato uno dei migliori al mondo, formato da Natalia Prischepenko al violino, Gregor Sigl al violino, Friedemann Weigle alla viola, Eckart Runge al violoncello. &lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cliccando sulla foto accedere alla pagina con le foto della serata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Natalia Prischepenko: violino (alternato)&lt;br/&gt;Gregor Sigl: violino (alternato)&lt;br/&gt;Friedemann Weigle: viola&lt;br/&gt;Eckart Runge: violoncello&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Quartetto Artemis, fondato nel 1989 da quattro studenti della Musikhochschule di Lubecca, suona fin dal 1994 nella stessa formazione. Hanno studiato con Walter Levin a Lubecca e con il Quartetto Alban Berg a Colonia; si sono poi perfezionati con i Quartetti Emerson e Juilliard negli Stati Uniti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo aver vinto nel 1995 il 1. Premio al Deutsche Musikwettbewerb di Bonn, nella stagione 1996/97 il Quartetto ha ottenuto il 1. Premio in due importanti concorsi internazionali: ARD di Monaco e Premio Paolo Borciani di Reggio Emilia, dando così il via ad una carriera internazionale.&lt;br/&gt;Attualmente il Quartetto Artemis viene considerato uno dei migliori del mondo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Malgrado l’immediato successo, l’Artemis ha anteposto alla carriera il lavoro di approfondimento del repertorio e si è trasferito nel 1998 a Vienna per studiare sotto l’esperta guida del Quartetto Alban Berg. Inoltre ha accolto nel marzo 1999 l’invito dell’Accademia Scientifica di Berlino per un trimestre di studio intensivo e di scambio con illustri personalità di altre discipline. Ha poi ripreso l’attività concertistica debuttando con i Berliner Philharmoniker nel giugno 1999.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per alcuni anni il Quartetto ha organizzato un ciclo di concerti alla WDR (Radio della Germania Occidentale) di Colonia, a cui ha fatto seguito nel 2004 una serie con i Berliner Philharmoniker. Nel periodo 2003/05 la BBC Radio 3 ha invitato i quattro musicisti a prender parte alla serie “New Generation Artists Scheme”, con concerti e registrazioni in varie città del Regno Unito. &lt;br/&gt;Benché la loro agenda li veda impegnati nei centri musicali più importanti di Europa, Stati Uniti, Giappone, Sud America e Australia oltre che nei più prestigiosi Festival, si dedicano con passione anche all’insegnamento. Dal semestre estivo 2005 i quattro musicisti sono Visiting Professors per la musica da camera presso l’Università delle Arti di Berlino, stesso ruolo che rivestono al Conservatorio Reine Elisabeth di Bruxelles. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sin dall’inizio hanno dato una forte priorità alla collaborazione con grandi musicisti come Sabine Meyer, Juliane Banse, David Geringas, Leif Ove Andsnes, Elisabeth Leonskaja. Oltre al classico repertorio per quartetto d’archi, il Quartetto Artemis frequenta anche la musica contemporanea: nel corso della stagione 2004/05 hanno eseguito due prime mondiali di opere commissionate a Mauricio Sotelos e Jörg Widmanns. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Quartetto Artemis si è imbattuto nel cinema quasi all’inizio della carriera, prima come musicisti ospiti insieme al Quartetto Alban Berg nel film di Bruno Monsaingeon La Morte e la Fanciulla (EMI, 1996) e successivamente nel film Strings Attached dello stesso regista, incentrato sulla loro interpretazione della Grosse Fuge op. 133 di Beethoven e prodotto dalla WDR nel 2001.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel 2005 il Quartetto Artemis ha firmato un contratto in esclusiva con la Virgin/Classics, che prevede 10 nuove registrazioni in 5 anni. La prima incisione, pubblicata nell’ottobre 2005, è una riedizione dei Quartetti per archi di Ligeti e una nuova registrazione dei Quartetti op. 59/1 e 95 di Beethoven, seguendo un preciso progetto in continuità con i primi dischi per l’etichetta Ars Musici. Su questa linea le programmate ristampe dei Quartetti op. 18/2, 59/3, 131 e 132 di Beethoven, già considerate dai critici musicali come dischi “di riferimento”. A marzo 2006 è stato pubblicato un CD con i Sestetti per archi di Schönberg, Berg e R. Strauss, ospiti Valentin Erben e Thomas Kakuska in una delle sue ultime esecuzioni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’ Artemis è stato il primo quartetto d’archi nella storia del premio a vincere nel 2001 il Preis für Musik des Verbandes der Deutschen Kritiker. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il CD con la registrazione dei Quartetti op. 59/3 e 132 di Beethoven ha vinto nel 2000 il Sonderpreis des Deutschen Schallplattenpreises e nel 2002 si sono aggiudicati due volte il Diapason d’Or (Beethoven e Ligeti). Nel 2003 sono diventati membri onorari dell’Associazione della Casa di Beethoven a Bonn per la loro interpretazione di opere beethoveniane e nel giugno 2004 hanno ricevuto il 23° Premio Internazionale dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Beethoven compose questi &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Quartetto_d%27archi&quot;&gt;quartetti&lt;/a&gt; nella sequenza 12, 15, 13, 14, 16; i quartetti 15 e 13 furono scritti nello stesso periodo di tempo, quasi contemporaneamente[&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti&quot;&gt;senza fonte&lt;/a&gt;]. I primi tre quartetti (12, 13 e 15) furono commissionati nel 1822 dal Principe &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Galitzine&amp;action=edit&amp;redlink=1&quot;&gt;Nicholas Galitzin&lt;/a&gt;, che in una lettera datata &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/9_Novembre&quot;&gt;9 Novembre&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/1822&quot;&gt;1822&lt;/a&gt; ne propone la realizzazione a Beethoven: “...uno, due o tre nuovi quartetti, per la qual fatica, – precisava Galitzin - sarei felice di pagarle quanto lei considera giusto”. Beethoven, nella sua risposta, accettò e fissò il costo in 50 &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ducato_%28moneta%29&quot;&gt;ducati&lt;/a&gt; per ogni quartetto&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ultimi_Quartetti_per_archi_%28Beethoven%29#cite_note-0&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;</description>
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