a casa di ross

 
 
 
 
 
 

Mi piacciono i peluches, ed in genere tutte le papere, galline, mucche, topini, pecorelle ed altri animali, che abbiano un muso buffo, o che cantino canzoncine intelligenti tipo “Mary has a little lamb”. La nostra camera da letto conta: una renna un poco strabica e nasona, la suddetta pecorella cantante, un orso bianco con un cappellino blu, un orso scozzese preso da Harrod’s, un peluche di Babe maialino coraggioso (acquistato negli Stati Uniti), Winnie Pooh, una renna con gli occhiali da sole che suona il sassofono, due paia di orsacchiotti molto, molto buffi, Bugs Bunny, Gennarino il paperino, il Grande Puffo, Tom e Jerry, un piccolo Snoopy, e, dulcis in fundo, una pecorella di ceramica e finta lana dal musetto adorabile, che è anche un salvadanaio. Gli altri peluches li ho dovuti ricoverare in soffitta, perché in camera non ci stava più altro. Della tazza di Paperina, e della raccolta dei Puffi e degli angioletti meglio sorvolare... Fatto sta che basta che su una scatola ci sia qualche topino od altro animale con il muso squinternato e sornione, che mi ci lancio a capofitto e lo porto a casa. Beh, in effetti, basta che ci sia una scatola. Mi piacciono le scatole. Un paio d’anni fa ne ho acquistata una, splendida, in quel di Montepulciano, per il centenario della Perugina: una scatola che sembra una torta, grande, bella, decorata: dei cioccolatini mi interessava relativamente, cioccolatini che ho regalato a Joannes Carolus: a me interessava soprattutto la scatola, che è diventata il deposito di tutti i bottoni di riserva di impermeabili, cappotti, giacche, camicie e maglioni. Due scatole di legno di vino pregiato sono diventate la custodia per le fruste, le marise, il termometro da zucchero ed alcuni coppapasta, due scatole di metallo decorate con zucche e topini sono diventate i contenitori di tagliabiscotti e piccoli stampi per la pasticceria; l’anno scorso mi son fatta regalare da Joannes Carolus una scatola di metallo con disegnati dei biscottini con allegre faccine, per metterci gli stampi per i ravioli ed altri attrezzi; insomma, non mi interessa il contenuto, purché la scatola sia bella: regalatemi dunque le scatole vuote, purché ci siano disegnate pecorelle, mucche, galline, topini, gatti, cani, renne, pulcini, tartarughe, papere, coniglietti, orsacchiotti ecc ecc ecc...Tanto per rimanere in tema, la verza qui è il contenitore, la scatola che contiene un riso profumato e speziato. Ho preso ispirazione da una ricetta ritagliata da una rivista trovata nella sala d’attesa del dottore, che ho sapientemente ritagliato di nascosto (si, faccio anche questo: “rubo” le pagine di cucina delle riviste, dal parrucchiere e dal medico), ma che ho modificato in più punti, perché ho cambiato il tipo di riso, ho aggiunto le uvette e le mandorle tostate e sfilettate, ho messo lo zenzero al posto del curry prescritto nella ricetta. Beh, si, posso proprio dire che questa ricetta è mia...


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FAGOTTINI DI VERZA RIPIENI DI RISO THAI CON MANDORLE ED UVETTA AL PROFUMO DI ZENZERO

lunedì 29 marzo 2010

 
 
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